Infuriano le polemiche dopo la decisione della maggioranza Terra di non costituirsi parte civile in giudizio contro Sergio e Giampiero Gangemi, Mirko Morgani e Patrizio Forniti.I quattro sono accusati in concorso di essere gli autori di una serie di richieste estorsive e usura con tanto di minacce e attentati, a carico di due imprenditori, uno di Aprilia e l'altro del litorale romano. Un'inchiesta coordinata dalla Dda di Roma perché le modalità con cui il gruppo avrebbe agito erano di natura mafiosa e culminarono con una serie di assalti prima con pistola, poi con granate, fino al fucile d'assalto con cui vennero esplosi oltre 20 colpi verso mura e finestre - per fortuna blindate - di una delle due famiglie.
La decisione della commissione Affari Generali di prendere tempo rispetto alla proposta avanzata dalle associazioni Reti di Giustizia-Il Sociale contro le Mafie e Frusta Politica, ritenuta dalla gran parte dei consiglieri troppo debole per essere accolta (ad esclusione di Vittorio Marchitti di Forum per Aprilia) viene fortemente contestata dei meetup Grillini Apriliani e Cittadini Pentastellati. I referenti dei meetup infatti non risparmiano critiche all'atteggiamento dell'amministrazione civica. "Leggendo il quotidiano Latina Editoriale Oggi ci è balzato subito agli occhi il titolo sull'esito della commissione. L'articolo riporta la non intenzione dell'amministrazione  comunale - commentano - di procedere alla costituzione in giudizio per una non ben precitata questione economica e un regolamento che come da manuale non c'è. Questa amministrazione, trova mille scuse nei confronti dell'evidente presenza di famiglie riconosciute come mafiose e pericolose dal medesimo rapporto, mancando di difendere l'onorabilità della città e di quella buona parte di cittadini apriliani onesti e lavoratori, attraverso l'azione di costituzione parte civile nel processo". 
Una scelta sbagliata secondo i meetup, visto che la famiglia Gangemi viene citata anche nel IV rapporto Mafie nel Lazio. "Oltremodo doverosa la costituzione di parte civile in questa inchiesta, è data dal fatto che: secondo gli inquirenti fu un candidato al consiglio comunale di Aprilia, Mirko Morgani, in lista per un posto in Consiglio Comunale ad esplodere 28 colpi d'arma da fuoco contro l'abitazione di una delle vittime di estorsione. Non può e non deve essere sollevata nessuna incertezza di questa amministrazione dal costituirsi in giudizio verso il procedimento giudiziario. Questo è il motivo - continuano Grillini Apriliani e Cittadini Pentastellati -  per cui con fermezza ci aspettiamo che questa amministrazione si costituisca in giudizio in questo procedimento, per dare quell'azione di legalità e trasparenza che evidenzi le distanze dai fatti avvenuti. Ci uniamo alla voce fuori dal coro del consigliere Marchitti, contro questa grave mancanza. Non possiamo e non dobbiamo essere la città dove si intitolano Parchi e si piazzano monumenti intitolati a Falcone e Borsellino, mentre il cartello "Aprilia è contro la Mafia" prima si auto-cancella e poi viene completamente rimosso, senza che alcun atto concreto si prodotto dall'attuale assise Comunale. Invitiamo il sindaco Antonio Terra a leggere quanto avviene per criminalità organizzata e azioni di stampo mafioso nella città che governa. Non esiste questione economica o regolamentare che possa impedire alla nostra città di onorare il proprio buon nome, tra l'altro in considerazione anche degli innumerevoli "fuori-bilancio" che si approvano annualmente su un gettito in entrata della portata di quello di Aprilia".