Un protocollo per far conoscere le bellezze dei Monti Lepini in tutta Italia e al di fuori dei confini nazionali, incentivando così un turismo di qualità che sappia essere un reale un volano economico. E' questa la «sfida» raccolta dalla Regione Lazio e dalla Compagnia dei Lepini, che ieri mattina, nell'agriturismo Cincinnato di Cori hanno siglato un accordo di collaborazione per la promozione turistica del territorio. Un territorio con una storia millenaria, con bellezze sia a livello ambientale che archeologico, con prodotti enogastronomici di assoluta eccellenza ma che sconta ancora dei problemi sotto il profilo delle infrastrutture, dei collegamenti. Durante la discussione, che ha visto il contributo di sindaci, parti sociali e politici, sono emersi i pregi (tanti) della zona a cavallo tra le province di Latina, Roma e Frosinone; i difetti e anche le idee per il futuro: dalla possibilità di realizzare un brand, alla creazione di un parco dei Monti Lepini, dall'assenza di campeggi in zona alla possibilità di rivitalizzare i borghi storici con alberghi diffusi, creando così un turismo non legato solo alla presenza di un giorno. «Dobbiamo scegliere il modello di turismo da perseguire, che a nostro giudizio - spiega l'assessore regionale al Turismo, Lorenza Bonaccorsi - deve essere sostenibile, come ribadito nel piano strategico, per creare ricchezza sui territori. Al contrario il turismo massificato, quello che invade Venezia e gli altri centri storici, non è il modello da rincorrere. E non credo che questo territorio debba essere promosso come la regione di Roma: le rilevazioni degli arrivi ci dicono che il tempo di permanenza di un turista nella Capitale è di 2,3 giorni, in quel lasso non riusciremo a far entrare un giorno per questa zona. Dobbiamo mirare a target diversi e per farlo c'è bisogno di fare sistema, di comunicare maggiormente, attualmente il meccanismo di governance dell'agenzia regionale non entra sui territori, dialoga con fatica. Nel piano strategico una delle 9 aree individuate è Monti Lepini e Pianura Pontina, ora bisogna costruire un brand. Un'idea può essere riaffermare il valore del turismo lento, dei piccoli borghi. In questo senso dobbiamo lavorare con la domanda che ci viene dal nord Europa».
Al tavolo dei relatori erano presenti anche l'assessore regionale all'Agricoltura Enrica Onorati, il presidente della Compagnia dei Lepini Quirino Briganti e il sindaco di Cori Mauro De Lillis. «Credo che il gioco di squadra - dice l'assessore Onorati - sia fondamentale, in questo senso il settore che maggiormente può puntare sulla crescita sostenibile è l'agroalimentare. La nostra missione è tutelare e conservare, ma ciò non deve essere un elemento ostativo alla crescita a allo sviluppo». Il sindaco di Cori ha invece ribadito la necessità di una maggiore riconoscibilità. «Credo - afferma De Lillis - che sia arrivato il momento di dare origine a un brand specifico dei Lepini. E, in questo sistema, la Regione può svolgere un ruolo di regia».
Il protocollo, diviso in tre punti, prevede soprattutto un potenziamento delle attività di promozione e di comunicazione attraverso educational con tour operator, stampa di settore, blogger e mezzi social per assicurare la necessaria visibilità alle iniziative. E una più stretta collaborazione tra la Regione e la compagnia. «Viviamo dentro un territorio straordinario, che però fatica - spiega Quirino Briganti - a raggiungere la giusta competitività. Altre zone, come i Castelli Romani, possono contare su un valore aggiunto determinato dalla vicinanza alla Capitale. Il nostro territorio va invece scoperto ma per fare in modo che sia conosciuto, che sia commercializzato a livello turistico, occorre che si sviluppi una strategia comune che esca fuori dalla politica di campanile, mettendo a sistema le potenzialità storiche, artistiche e ambientali. Pensiamo al bellissimo borgo di Sermoneta, forse il sito turistico più sviluppato, a Norma, a Cori e a tutti gli altri paesi del comprensorio».