Una draga di proprietà comunale, attiva 12 mesi l'anno per garantire una migliore portualità, eliminare la sabbia dall'imbocco e fare ripascimenti su tutto il litorale. Un progetto di cui si parla da tempo e che ora sta per diventare realtà, quello dell'acquisto di una draga da tenere in porto. Il tutto possibile grazie a un protocollo d'intesa della durata di cinque anni siglato tra la Regione Lazio e il Comune di Terracina, utile a sbloccare l'erogazione da parte della Pisana di 500 mila euro di contributo per combattere l'erosione.

Secondo lo schema di convenzione, stando all'ipotesi di spesa, circa 160 mila euro saranno destinati per l'acquisto della draga e i restanti soldi per finanziare le attività di ripascimento nei prossimi tre anni. Nello specifico, 225 mila euro per coprire il costo del personale, 60 mila euro per il costo del carburante, 15 mila euro per i costi di manutenzione e infine 40 mila euro per fare le analisi chimico fisiche delle sabbie. Per i due anni restanti (2022-2023) saranno invece il Comune e i gestori dei lidi, attraverso convenzioni, ad occuparsi del ripascimento.

Con la draga sempre a disposizione in porto, obiettivo del Comune è, infatti, liberare dalle sabbie l'imbocco del porto e trasferire i detriti col ripascimento dove il mare mangia la costa. E questo si può fare solo se la rena è pulita. Interventi di questo tipo sono già stati eseguiti ma con una draga di proprietà a lungo andare si abbattono i costi di noleggio e le lungaggini burocratiche.

Sul protocollo abbiamo sentito al telefono l'assessore al Demanio Gianni Percoco: «Ritengo che la proprietà di una draga che lavori 12 mesi l'anno potrà dare un grande sostegno alle funzioni del mare: un porto accessibile e sicuro che dia maggiore respiro al turismo nautico e una spiaggia più lunga, pulita e bella» spiega Percoco. «Il dragaggio del porto consentirà di occuparci del ripascimento dell'intero litorale di competenza e, perché no, di provare a recuperare con le nostre sabbie al disastro del ripascimento del 2006, che ha portato sulla nostra costa sassi e ciotoli che continuano ad avanzare».
I Comuni sono invitati a stringere convenzioni anche tra loro, come fatto nel 2018 dai centri costieri di Latina e Sabaudia.