L'ordinanza dell'allora commissario straordinario Serenella Bellucci risale al 2013: da quell'anno, infatti, venne imposto nel territorio pometino il censimento di beni, prodotti e manufatti contenenti amianto e l'attuazione di interventi a tutela della salute pubblica. Una lotta, quella all'amianto, che il Comune di Pomezia non ha mai abbandonato anche se proprio in questi giorni è ripartita di slancio per volere del dirigente del settore Ambiente Renato Curci.
Un'ordinanza dirigenziale che porta la sua firma ha infatti disposto degli interventi di verifica della presenza di materiale contenente amianto in un capannone industriale di via Carlo Poma. Nell'occasione si dovrà provvedere all'accertamento dello stato di degrado superficiale e al monitoraggio delle fibre aerodisperse relativi alla copertura del capannone. «In applicazione del principio di precauzione per esigenze di tutela della salute pubblica e della salubrità dell'ambiente - si legge nell'ordinanza - occorre emettere il seguente provvedimento nei confronti del titolare dell'immobile perché faccia eseguire, tramite un tecnico o una ditta specializzata, la verifica e la certificazione del materiale costitutivo del suddetto manufatto. E qualora lo stesso contenga amianto, la valutazione dello stato di degrado, il monitoraggio delle fibre aerodisperse e, ove occorra, la relativa rimozione e smaltimento secondo legge, ovvero l'incapsulamento-confinamento».
In natura l'amianto è un materiale molto comune. La sua resistenza al calore e la sua struttura fibrosa ne avevano reso comune l'uso per la coibentazione di edifici, tetti, navi, treni; come materiale da costruzione per l'edilizia sotto forma di composito fibro-cementizio, noto anche con il nome commerciale Eternit, utilizzato per fabbricare tegole, pavimenti, tubazioni, vernici, canne fumarie. La sua accertata nocività per la salute ha portato a vietarne l'uso in molti paesi. In Italia la sua produzione, lavorazione e vendita sono fuorilegge dal 1992. Se respirate, le polveri contenenti fibre d'amianto possono infatti causare gravi patologie, l'asbestosi per importanti esposizioni, tumori della pleura e il carcinoma polmonare.