Dopo i danni procurati alle palme dal punteruolo rosso, ecco spuntare un altro parassita "alieno" che come obiettivo ha preso le piante di fico: il punteruolo nero, vale a dire un coleottero curculionide arrivato in Italia dall'Asia, forse 10-15 anni fa, presumibilmente tramite gli scambi commerciali. Il suo attacco non lascia scampo alle piante che prima collassano e poi muoiono. In Italia i primi casi di infestazione si sono registrati nel 2005 in Toscana, su piante di fico coltivate o selvatiche, ma poi l'insetto si è insediato anche in Liguria e nel Lazio.
E qui sta minacciando seriamente le piante di fico anche nella nostra provincia, preoccupando in un colpo solo gli agricoltori di un'area che parte da Terracina per arrivare fino alla piana di Fondi. «L'insetto colpisce il fico inizialmente a livello del colletto-grosse radici, nella zona di contatto con il terreno - spiega Daniele Mirabello, un coltivatore di Monte San Biagio che si sta facendo portavoce dei colleghi per cercare di debellare la minaccia e che ha già contattato sia la sua amministrazione comunale che l'Università La Tuscia di Viterbo che sta studiando il caso da tempo -. La femmina depone le uova scavando con il rostro un alloggiamento nel legno, dopodiché le larve si sviluppano all'interno dei tessuti legnosi. nel tempo l'infestazione provoca un deperimento generale delle piante che rappresenta il sintomo più caratteristico dell'attacco». Ma quando questo sintomo diventa evidente la pianta di fico è di fatto spacciata perché già fortemente compromessa per tentare di salvarla. «Nel nostro territorio il 60% delle piante è stato attaccato e il fenomeno non accenna a diminuire - sottolinea Mirabello -. Per questo, noi che coltiviamo le piante per poi vendere i fichi ci siamo appellati all'amministrazione comunale di Monte San Biagio in modo che, magari in sinergia con le altre amministrazioni del territorio, faccia qualcosa per rispondere alla minaccia del punteruolo nero».
Ad oggi, soprattutto in Toscana dove da "pionieri" sono anni che tentano di trovare la contromisura più efficace, la lotta con prodotti chimici di sintesi contro l'insetto adulto ha dato comunque risultati parziali, limitando la presenza "aliena" solo in alcuni casi. Gli studi per debellare la minaccia stanno proseguendo i trattamenti in laboratorio ma al momento non è stato ancora individuato un prodotto chimico in grado di far stare realmente tranquilli i coltivatori.