"Il simbolo vero di questo Palio è l'unità, la concordia e il valore di libertà riconquistato dopo la cacciata dei Frangipane. Terracina è stata sempre un Comune libero". Il vero cuore del Palio delle contrade sta in questa frase pronunciata questa mattina dal presidente della sezione locale dell'Archeoclub Lavio Grossi. La città di Terracina, se si escludono i 50 anni di tirannia sotto la famiglia dei Frangipane (di cui un castello ancora conserva il nome) ha la tradizione di una città libera dal gioco delle tirannie. Un Comune caratterizzato dall'unità della propria comunità. Lo dicono gli archivi consultati dall'Archeoclub per la rievocazione storica prevista per il weekend in arrivo del 24 e 25 agosto. Siamo alla seconda edizione del Palio. Sarà festa grande nel centro storico a partire dalle 18. Scene in costumi d'epoca, sbandieratori, arcieri, ritualità. Ieri la conferenza stampa di presentazione con il sindaco Roberta Tintari, l'assessore alla Cultura Barbara Cerilli, i delegati Sara Norcia e Andrea Bennato, il presidente di Archeoclub Lavio Grossi, il presidente del centro anziani Achille Masci. Il palio quest'anno vede la partecipazione dei Comuni di Priverno, Gaeta e Monte San Biagio. «Si tratta di un evento interamente organizzato da noi - ha spiegato con orgoglio Tintari - su cui puntiamo molto». L'assessore Cerilli ha parlato di «enorme potenziale turistico» di eventi come questo, se diventano un appuntamento fisso. Soddisfazione anche da Norcia e Bennato e dal presidente del centro anziani Centro storico Masci, che ha annunciato alcune novità e allargato i ringraziamenti a tutti quelli che si sono in qualche modo prodigati. Tra le novità, la presenza del coro Myricae. Grossi di Archeoclub ha spiegato che «i fatti che saranno rievocati rientrano nel periodo tra il Medioevo e il Rinascimento. Non abbiamo inventato nulla, è tutta storia della città. Ma». L'evento sarà seguito da Lazio Tv.