Un'evasione tira l'altra sempre più in alto: a fine estate resteranno i verbali della Capitaneria di Porto e quelli della Guardia di Finanza a fare numero su una base già allarmante che assegna alla provincia di Latina un pessimo 39% di evasori ogni centomila abitanti in una mappa che raccoglie dati non omogenei tra loro ma che conferma che questo territorio ha un suo record in fatto di tasse non pagate perché il rapporto col numero degli abitanti è il doppio della media regionale. I riscontri della stagione che sta per finire e che, a suo modo, rappresenta uno specchio fedele di ciò che accade nel resto dell'anno, qui moltiplicato dalle maggiori presenze nelle attività economiche e dalle stesse attività che aprono solo per il periodo estivo.
Dai primi dati emergono sacche importanti di evasione nei servizi turistici e balneari, i più vistosi sono i finti stabilimenti e l'affitto di attrezzature del tutto abusivo, ossia avviene in modo non autorizzato sul Demanio e senza alcuna dichiarazione utile a fini fiscali nè per la gestione né per i collaboratori.
Di fatto si tratta di un'attività in nero. A questi si aggiungono i parcheggi abusivi, la compravendita di prodotti alimentari e l'evasione percentuale nelle attività regolarmente autorizzate dove il grosso riguarda i contributi per i lavoratori dipendenti.
E' (anche) tutto questo che fa salire il livello dell'evasione fin quasi al 40% che è un tasso elevato anche per un'economia che sta cercando di migliorare proprio il settore turistico, dove gli operatori che rispettano le regole subiscono la concorrenza sleale degli abusivi.
Al ritmo di quasi duemila controlli fiscali ogni anno, di cui quasi un terzo in estate si scopre che nell'ottanta per cento dei casi dai controlli della Finanza si scopre che c'è stata emissione di fatture false (primo posto per tipologia di illeciti); seguono dichiarazioni fraudolente e occultamento di documentazione contabile.
Lo scorso anno i patrimoni sequestrati per via dei reati fiscali commessi e quelli per i quali c'è stata proposta di sequestro ammontavano a 94 milioni di euro, più o meno l'equivalente del bilancio di un Comune di media grandezza. Cioè: è come se esistesse una trentaquattresima città della provincia di Latina interamente abitata da evasori capace di un bilancio annuale di 94 milioni.
Sempre lo scorso anno è stato calcolato che sia stata occultata al Fisco Iva per 56 milioni di euro; nella progressione annuale delle tasse evase c'è stata una crescita costante dal 2013 in poi con un vero e proprio boom nel 2017.
Uno dei fattori che incide di più è l'utilizzo di lavoratori in nero oppure con contratti al di sotto di quello che prevede la loro categoria, questo genera un mancato gettito sia fiscale che per le casse degli istituti di previdenza, ma spesso anche per lo stesso lavoratore che percepisce in modo irregolare uno stipendio sottostimato rispetto alle prestazioni. Al primo nelle violazioni sul lavoro che ogni anno riguardano dai 100 ai 120 datori di lavoro, ci sono imprese del settore agricolo e segue il variegato mondo dei servizi per la stagione balneare.