Per uno strano gioco di date, cade allo scoccare esatto dei sette anni dal crollo del masso che causò la chiusura della ferrovia, la data della conferenza di servizi convocata dal dirigente del dipartimento Lavori pubblici, prevista per il 13 settembre negli uffici del settore III, alle 9. Qualcosa si muove dalle parti del Monte Cucca, la collina da mettere in sicurezza perché interessata da un intenso dissesto idrogeologico. Il 12 settembre del 2012 un masso rotolò giù fin sui binari. Da quel giorno, la ferrovia è interrotta. Oggi c'è finalmente il progetto esecutivo che contiene la soluzione, e un finanziamento di 4 milioni di euro della Regione.

Serviranno 60 mila metri cubi di materiali inerti per i lavori. Che saranno estratti dalle sei cave di prestito individuate dal progetto; sei mesi saranno necessario solo per realizzare i "valli", ovvero i paramassi che serviranno a bloccare eventuali crolli lungo circa un chilometro. In tutto 270, compresa la progettazione, i giorni previsti per chiudere il cantiere. Questo è scritto nella relazione tecnica che accompagna il progetto esecutivo della "Realizzazione delle opere di difesa dalla caduta massi dal km 113+800 al km 114+800 circa, della linea ferroviaria Priverno-Terracina". Gli enti interessati dovranno tutti sedersi intorno a un tavolo. E la lista è lunga: tre direzioni regionali, l'assessorato competente del Lazio, il Mibac, il Consorzio di bonifica, e ancora Provincia, Rfi e tutte le società di servizi. I documenti sono stati inviati. Entro 15 giorni si potranno chiedere integrazioni, entro 45 giorni dovrà concludersi il procedimento.

Si tratta di un passaggio fondamentale. Con l'ok al progetto esecutivo si potrà indire la gara d'appalto per i lavori. La luce in fondo a un tunnel dopo 7 anni si vede. Perché se è vero che le barriere non nascono per ripristinare la ferrovia, lo è altrettanto che - come si legge nella relazione - «risultano propedeutici alla riapertura del traffico ferroviario sulla linea in questione». I "valli" saranno di due tipi. Il più alto sarà di 7,5 metri di altezza, l'altro di 6. Avranno una forma piramidale, con la base larga 12 metri. Sul fronte paesaggistico, saranno anche coperti di vegetazione. La progettazione ha tenuto conto di una infinità di parametri. Dieci i sonaggi geognostici, 16 le prospezioni sismiche. Sono stati eseguiti i calcoli per la tenuta dei valli in caso di crolli. Non resta, insomma, che tenere serrata la tabella di marcia. Per il Comune si tratta di un grande onere, considerata la penuria di personale, ma anche di una grande sfida. Quel costone di roccia rappresenta ancora oggi un grande rischio per le persone e le cose. Non resta altro che metterci mano.