L'estate contaminata dagli incendi non ha scatenato solo l'ira degli ambientalisti e le preoccupazioni dei Comuni; scendono in campo anche i rappresentanti del mondo agricolo per i danni che subisce un settore trai più importanti e delicati per la provincia. Acli Terra in un documento non risparmia accuse dirette ai piromani, partendo dal presupposto che più dell'ottanta per cento die roghi non ha origine accidentale.
«Sono giorni difficili per chi si occupa di prevenire e affrontare la piaga dolorosa degli incendi in provincia di Latina. - si legge nella nota di Agostino Mastrogiacomo, presidente di Acli Terra - La conformazione orografica e l'esposizione ai venti costieri rende il nostro territorio particolarmente sensibile ed esposto alle attenzioni criminali dei piromani. Perché di questo si tratta e non di autocombustione, come ormai è constatato da tutti gli operatori del settore. E non è vero neanche che è sempre stato così. Negli ultimi quindici anni gli incendi percorrono i nostri boschi di macchia mediterranea sempre con maggiore intensità, producendo costi economici molto elevati e costi ambientali anche questi molto elevati. Strade , periferie, ferrovie, abitazioni rurali sono in pericolo continuo. - prosegue il documento - Alcuni paesaggi sono stati modificati in senso peggiorativo ed in modo irreparabile e costituiscono una perdita anche in senso dell'attrattività turistica, come ad esempio si può dire dell'area paesaggistica intorno al borgo medioevale di Sermoneta oggi completamente devastata rispetto a pochi anni fa, per non parlare dei Monti Aurunci, dove recentemente sono andati in fumo circa 330 ettari di macchia tra Itri e Formia. A tutt'oggi sono circa 100 le associazioni che si occupano a vario titolo di rispetto e tutela dell'ambiente nella nostra provincia, compresa la nostra organizzazione Acliterra. Le nostre risorse sono molto limitate, come quelle delle altre associazioni».
La proposta di Acliterra è quella di costituire una «cabina di regia che veda coinvolti tutti i comuni della provincia, gli enti territoriale di protezione come le Comunità Montane, i GAL ed i Parchi Regionali che, sotto l'egida dell'ente Provincia di Latina, possa assegnare a queste associazioni risorse con compiti di controllo e di monitoraggio continui su tutto il territorio in modo coerente e capillare. Questo potrebbe costituire un forte deterrente ai malintenzionati e un sistema rapido ed efficace di allerta in grado di attivare immediatamente le procedure di intervento con i mezzi di spegnimento».
Gli interventi posti in essere finora e coordinati dai vigili del fuoco sono serviti ad evitare che le fiamme si propagassero verso abitazioni e siti produttivi, mentre è stato praticamente impossibile risalire agli autori degli incendi dolosi, tranne che in pochi casi. Il picco dei roghi si è avuto tra la fine di luglio e il 20 agosto, con danni ingentissimi alla superfice boschiva.