Una grande giornata evento quella che è andata in scena venerdì ad Anzio per il conferimento della cittadinanza onoraria all'attore e regista romano Carlo Verdone che si è conclusa con la serata a sfondo benefico che si è svolta presso il teatro all'aperto di Villa Adele. Il Comune di Anzio e Carlo Verdone hanno voluto organizzare uno spettacolo in cui l'attore ha raccontato i ricordi della sua Anzio, molti dei quali esilaranti, e ripercorso la sua carriera tramite video dei suoi personaggi più famosi, per raccogliere fondi in favore della costruzione della Cittadella di Padre Pio a Drapia voluta da Irene Gaeta, presente anche lei in sala.
Ad accogliere sul palco Verdone, preceduto da una standing ovation, il critico Mario Sesti che ha accompagnato Verdone nel suo viaggio dei ricordi. «La prima cosa che vorrei fare - ha detto subito Verdone - è ricordare il nome delle famiglie che per me sono state importanti qui ad Anzio (tutte presenti in sala insieme alla famiglia di Carlo, il fratello Luca, il figlio Paolo, ndr) perché anche grazie a loro io sono quello che sono».
Poi è partita una serie di ricordi esilaranti, dalla serata in moto per conquistare una ragazza (anche lei presente in sala). Doveva essere la serata della dichiarazione «perché negli anni '60 si usava, non come oggi che basta uno sguardo» e finita con l'attore ferito ad una gamba, finito in terra con la moto, con l'orologio caduto in mare al Porto di Anzio, e la donzella che gli chiede di essere riportata a casa.
«Ad Anzio ho passato i miei anni migliori - ha detto nostalgico rivolto a Mario Sesti -, un senso di leggerezza e libertà che oggi non esiste più. Ad Anzio ho imparato cosa è l'amicizia, cosa sono le relazioni, i rapporti umani. Oggi ci si relaziona in maniera più virtuale, ma non è la stessa cosa. Ad Anzio ho imparato l'amore per il cinema, per il confronto. Era bellissimo andare a vedere i film, persino quelli brutti. Li dissacravamo anche durante il film stesso e la gente si divertiva. Parlo di film come Maciste».
Poi è arrivato il ricordo "esilarante" di una "rissa" a pomodorate in spiaggia. «Noi ragazzi di Roma avevamo avuto una lite con dei ragazzi di Nettuno - ha svelato - e abbiamo fatto intercedere degli amici di Anzio per evitare discussioni. Si è deciso per un'assurda battaglia a pomodorate in spiaggia con i pattini. Sono arrivate persone cariche di frutta fracica, c'era anche lo stronzo che ha lanciato una bottiglia e quello che ha portato i meloni. Abbiamo fatto un casino assurdo e il mare era diventato uno schifo. Dopo la battaglia siamo andati tutti via lasciando uno scempio in mare. In quei giorni a Torre Astura si girava Antonio e Cleopatra, una maxi produzione e proprio il giorno delle riprese dell'arrivo di Cesare dal mare si sono trovati in mezzo ad uno schifo totale. C'erano i grandi divi di Hollywood, un regista incazzato e tanti soldi spesi. Il giorno dopo sotto gli ombrelloni fecero girare dei foglietti in cui si vietava l'uso di verdure e cibo in spiaggia e di utilizzare i pattini del salvataggio. Epico. Il film poi andò male».
Infine la consegna dell'incasso della serata ad Irene Gaeta, per l'ospedale di Drapia in Calabria, sono stati raccolti ventimilacentodieci euro. La signora Gaeta ha ringraziato il Sindaco e Verdone con un affetto profondo. Anche Verdone ha voluto ringraziare la città di Anzio e il Primo cittadino. «Sono orgoglioso di essere vostro concittadino - ha concluso rivolto alla platea -. Questa è una giornata che non dimenticherò mai».