Ora basta. La pazienza anche di chi questi ragazzi li conosce, li ha seguiti, li ha sempre voluti aiutare, ha cercato di coinvolgerli nelle attività sportive, ha un limite. E ieri mattina quando si è scoperto il bivacco sul campetto allenamento per i bambini, questa pazienza sembra esserci arrivata a quel limite. Ora la dirigenza dell'associazione a cui la parrocchia ha affidato la gestione dei campi da calcio a cinque e da calcio, si è presa qualche ora per valutare se sporgere la formale denuncia alle forze dell'ordine.
Alcuni, se non tutti, di quei quindici ragazzi che ieri mattina alle prime luci erano ancora sdraiati sull'erba sintetica, o sulle panchine, li conoscono bene. Dovranno prendersela questa volta la responsabilità di un gesto che, danni a parte, «fa male dentro - ci dice uno dei dirigenti della società Clembofal che abbiamo raggiunto al telefono - perché potrebbe sì, come dice lei, essere uno sfregio, ma lo sfregio lo capirei se, che ne so, gli avessimo impedito di giocare liberamente, li avessimo trattati male. Anzi. Abbiamo anche sempre soprasseduto su altri tipi di sfregio e danni come le docce aperte per tutto il weekend dopo la forzatura delle porte chiuse. Abbiamo riparato i danni alla rete tagliata per accedere ai campi e poter giocare di sera, di notte, nei giorni di chiusura. Li abbiamo sempre lasciati fare, forse è qui che abbiamo sbagliato. Noi alcuni di questi ragazzi li conosciamo, non ci credo ancora che abbiano acceso un falò lì... ma credo che sia come molti dicono, il branco fa fare cose impensabili anche a chi non le farebbe da solo».
L'amarezza è forte, anche perché quell'area allenamento è quella destinata ai bambini, «in quel punto li facciamo allenare due contro due. Che mi rappresenta una cosa del genere - si chiede ancora Giuseppe - che mi rappresenta danneggiare una struttura che li ha sempre accolti?». Anche la segretaria dell'associazione ci riferisce che questa mattina sarà effettuato il sopralluogo con il presidente della Clembofal: «Personalmente ho visto solo le foto, so che non ci sono stati, questa volta, danni o furti al resto della struttura, ma con il presidente valuteremo il da farsi». Il da farsi è la denuncia ai Carabinieri anche per provare a mettere di fronte ai fatti gli autori di uno sfregio incomprensibile. A quanto si apprende i roghi accesi sono due, forse su uno si è anche cucinato.