Chi ci lavora assicura: dall'inizio dell'estate mai lavata. E c'è da credergli. A guardare la pavimentazione del Foro emiliano, oggi piazza Municipio, c'è da inorridire. Oggi, come lo scorso anno. Ovunque si intravedono grosse macchie scure. Niente di misterioso: si tratta delle tante bibite, liquidi, gelati, panini, caduti alle migliaia di persone che hanno sostato su prezioso lastricato, che se non fosse una piazza viva sarebbe conservato in un museo: ha oltre 2.000 anni. Nessuno vuole musealizzare ciò che svolge egregiamente il proprio ruolo da millenni. La piazza faccia la piazza, ma qualche accortezza per pulirla, anche per apparire decorosi agli occhi del turista, si potrebbe osservare Nemmeno ci si può nascondere dietro al fatto che, ad esempio, determinati strumenti meccanici sul pavimento antico non si possono utilizzare. Una soluzione si deve trovare, tra un saggio di danza e l'altro. E non solo qui. Perché se ci si fa un giro in piazzale Aldo Moro, altro luogo super frequentato d'estate, lo spettacolo non è tanto diverso. Anzi, forse è peggiore. L'area pubblica dedicata allo statista, in lastricato bianco, è in realtà ormai nera.

Intanto nei giorni scorsi un avvocato romano non ha resistito. Si è così indignato per lo stato in cui versavano le scale del Duomo di Terracina (anch'esse delle sedute naturali per le sere d'estate) che ha preso secchio (in realtà un mastello per la differenziata, adibito per l'occasione) e spazzolone e si è messo a pulire. Proprio così, sotto il sole e durante le sue personali vacanze. Non c'è che da prendere esempio. E anche qui, il Comune o la parrocchia, dovrebbero rimboccarsi le maniche.