«Dare una sistemazione ai nostri amici pelosi». Questo l'appello lanciato dalle operatrici del canile comunale, che, come è noto, dovrà chiudere i battenti per permettere lo svolgimento dei lavori di adeguamento.
Secondo le norme dettate dalla legge regionale, le strutture che ospitano i cani debbono avere i requisiti previsti e gestionali, a tutela del benessere animale. E le attuali dimensioni del canile comunale minturnese, non possono consentire il mantenimento dell'attuale situazione. Ma ad oggi, ad oltre un mese dalla decisione adottata, i lavori non sono iniziati e circa novanta cani sono ospiti della struttura situata in località Irto. «Ad oggi- si legge in una nota delle operatrici- non si hanno notizie né sull'inizio dei lavori né sul destino dei cani; per questo dopo aver sollecitato già qualche settimana fa un incontro al fine di prospettare soluzioni che mettano al primo posto i nostri amici a quattro zampe, ci vediamo nuovamente costrette a chiedere una soluzione condivisa per non rendere vani i tanti sacrifici ed il lavoro fatto. Nonostante ci stiamo dando da fare per trovare degli alloggi degni per questi animali, dobbiamo sottolineare che alcuni di essi hanno problemi di salute e relazionali. Ciò comporta il fatto che non possono essere affidati a chiunque o trasportati come pacchi postali da un canile ad un altro. Per questo ci ritroviamo oggi a lanciare un nuovo appello all'Amministrazione ed a tutti coloro che possono aiutarci a dare una sistemazione ai nostri amici pelosi. Una proposta in verità l'abbiamo già avanzata in precedenza: creare stalli provvisori aperti ai cittadini anche di paesi limitrofi, così da permettere la cura dei nostri animali e non influire troppo sulle casse comunali. Si attiva così una partecipazione attiva dei cittadini, al fine di non disperdere l'immenso grande lavoro portato avanti dal 2013». Le operatrici concludono assicurando che se non dovessero arrivare risposte concrete, sono pronte ad organizzare una petizione ed altre azioni di protesta per salvaguardare i cani. La decisione del dirigente responsabile del Comune faceva riferimento alla legge regionale e si precisa, tra l'altro, che la struttura "può ospitare un numero massimo di cinquantanove cani (inclusa la tollerabile variazione in negativo del 15%)".