Il crollo di due grossi massi dalla scogliera sotto torre Fico, nei pressi del porto di San Felice Circeo, accende nuovamente i riflettori sul dissesto idrogeologico dell'area. Un problema di cui si ha contezza da circa cinque anni, senza però che riesca a intervenire per mitigare i rischi. Il motivo? C'è carenza di soldi.
Considerata la pericolosità della zona, l'area è stata interdetta ma continua a essere frequentata nonostante le multe che sono state elevate negli anni. Il motivo del divieto di fruizione di parte della scogliera e della spiaggetta del porto è spiegato all'interno di una relazione 2014 sottoscritta da un geologo che ha ispezionato l'area che va dalla grotta delle Capre alla grotta della Maga Circe.
Il sopralluogo sul costone sottostante torre Fico e soprastante la spiaggetta libera a ponente del porto turistico ha consentito di rilevare che la parete rocciosa retrostante la spiaggia, sia quella al lato del molo sia sul costone sottostante torre Fico, presenta «ammassi rocciosi in condizione di instabilità». Esattamente come quelli che sono venuti giù venerdì, fortunatamente senza causare danni a persone o cose.
Visto che parliamo di un'area classificata dal piano di assetto idrogeologico come soggetta a rischio frane molto elevato, da anni si parla di un intervento. C'è un progetto che risale al 2015, in base al quale è stato previsto un investimento di circa 395mila euro per effettuare dei lavori. Da allora, però, l'Ente non è mai riuscito a reperire le risorse finanziarie necessarie. Il Comune di San Felice Circeo ha tentato a più riprese la "carta" della Regione Lazio, fino ad oggi senza successo. L'ultimo tentativo c'è stato a marzo di quest'anno.
I recenti crolli probabilmente determineranno un'accelerazione sull'esecuzione dei lavori e dunque sul reperimento dei fondi, anche alla luce dei rischi ormai sempre più evidenti.