I dati sulle esportazioni che danno al Lazio la palma del traino del Paese e soprattutto segnano una crescita importante per la provincia di Latina, sono il segnale che le cose dal punto di vista dell'economia e dell'occupazione stanno andando meglio che in passato. Lo pensano anche i leader delle associazioni di categoria come Unindustria e Confcommercio che hanno appunto sottolineato l'importanza dei dati forniti dall'Istat.
«Il boom del Lazio, leader in Italia nell'export con il 26,9% come certificato dall'Istat, è il risultato di uno straordinario lavoro sinergico tra istituzioni, organizzazioni di categoria e mondo produttivo. La nostra regione è stata premiata dagli investimenti fatti nel polo farmaceutico di Aprilia-Pomezia-Santa Palomba e nei porti di Civitavecchia e Gaeta. Siamo sul gradino più alto del podio ma adesso bisogna impegnarsi per confermare questo primato nel tempo - afferma Giovanni Acampora, presidente Confcommercio Lazio e consigliere nazionale della Confederazione - Sono ancora troppi gli ostacoli presenti sul nostro percorso. Le imprese sono tartassate, basta ricordare che a Roma la Tari è la più alta d'Italia. Bar e ristoranti sono letteralmente stangati. Al nuovo governo, che si appresta a scrivere la prossima legge di bilancio, ricordiamo la promessa fatta di abbassare il cuneo fiscale. Serve un confronto intenso e strutturato per discutere dell'incidenza complessiva della tassazione, della semplificazione e della sburocratizzazione delle procedure a carico delle imprese. Bisogna impedire l'aumento dell'Iva con il disinnesco delle clausole di salvaguardia che porterebbero a una notevole contrazione dei consumi», conclude.
Positivo anche il commento del presidente di Unindustria Filippo Tortoriello: «Questi risultati derivano dalla capacità che le nostre imprese hanno avuto nel fare innovazione tecnologica e investimenti nella ricerca: se ci fosse stato un ulteriore supporto dal punto di vista infrastrutturale il Lazio avrebbe dato risposte ancora più significative.
«E' fondamentale infatti che le infrastrutture della regione – prosegue il Presidente Filippo Tortoriello - siano adeguate alle esigenze delle imprese, lo ripetiamo da alcuni decenni. Siamo fortemente preoccupati, ad esempio, dal fatto che nel Piano infrastrutture la Roma – Latina non viene presa in considerazione: questo è gravissimo. Bisogna poi supportare l'innovazione tecnologica in modo tale che il sistema delle piccole e medie imprese possa fare quel salto qualitativo che è l'Impresa 4.0: su questo tema Unindustria è particolarmente impegnata, basti pensare all'Accordo quadro con le principali sette università del Lazio per creare una sinergia forte e concreta», conclude Tortoriello.