Uno spettacolo che doveva essere gratuito compreso nel cartellone di «Latina Estate: un mare di eventi» organizzato dal Comune, e nel quale invece è stata chiesta una cifra ben precisa agli spettatori è stato al centro ieri della discussione in Commissione trasparenza presieduta da Matilde Celentano. Una vicenda che ha permesso di capire meglio i meccanismi del bando, spiegati dalla dirigente Antonella Galardo, ma che ha anche sollevato polemiche su un modo superficiale e senza controllo di gestire alcune attività culturali legate al cartellone, considerato da parte del Comune il punto di forza delle proposte estive. Il punto è stato portato all'attenzione dal consiglieri della Lega Massimiliano Carnevale alla luce della segnalazione di alcuni cittadini. Il 30 agosto si è tenuto all'Arena Cambellotti lo spettacolo sulla canzone umoristica napoletana «Come si ride a Napoli», che aveva partecipato al bando del Comune ed era stato scelto sulla base di alcuni requisiti tra cui c'era sicuramente quello della gratuità al pubblico. Invece l'associazione che lo ha organizzato ha chiesto a chi entrava la somma di dieci euro, come ricostruito da Carnevale e riscontrato anche da Fabio D'Achille che era presente quella sera e aveva tentato di spiegarne le ragioni ad alcuni cittadini. Il punto è che l'amministrazione a questi ed altri spettacoli che avevano offerto gli eventi senza biglietti ha garantito, come ha spiegato la dirigente, tutte le agevolazioni al massimo. «Il bando era chiaro – ha detto la dirigente - all'articolo 5 è previsto che l'ente oltre a fornire energia elettrica, spazi, palco, sedie e service avrebbe pagato anche la Siae ad eccezione degli eventi con bigliettazione, ovvero quelli in cui veniva chiesto il pagamento del biglietto. L'associazione che ha organizzato l'evento del 30 agosto nella scheda tecnica aveva comunicato che avrebbe fatto l'evento gratuitamente». «Il Comune non ha potuto sostenere le spese complessive di tutti gli eventi – ha detto D'Achille – abbiamo finanziato i sei-sette eventi che hanno vinto il bando, ad altri sono stati dati solo gli spazi e dovevano pagare la Siae e il resto, al massimo l'associazione poteva chiedere un contributo libero». Ma che libero non è stato, perché come ha chiarito la dirigente non avrebbero potuto pretendere alcun pagamento né tantomeno una cifra definita. Questa associazione perderà l'agevolazione Siae e avrà una multa, ma nel prossimo bando andrà prevista una penale ad hoc per casi come questo, come ha suggerito Marina Aramini. «Quello che è successo è un fatto grave che resta in una zona grigia – dice Carnevale - è emerso un tentativo di una parte della maggioranza di coprire un atteggiamento che va a ledere un diritto dei cittadini, laddove uno spettacolo che doveva essere gratuito di fatto è stato un bluff con richiesta di una cifra ben precisa agli spettatori. Contesto anche il ruolo ambiguo da parte del consigliere D'Achille a detta delle persone che hanno fatto le segnalazioni». Per Carnevale non basta che venga contestata la Siae all'associazione e ha chiesto insieme al collega Valletta che casi come questi vengano puniti con l'esclusione dai bandi comunali e «e laddove vengano ravvisati elementi di responsabilità civile, penale e amministrativa che si attivi qualsiasi canale idoneo a ripristinare la legalità».