«La magistratura contabile ha inchiodato il primo cittadino per danno erariale e non posso nascondere la mia soddisfazione per aver sempre sostenuto, anche a costo di rimetterci sotto l'aspetto personale prima che politico, l'illegittimità della richiesta di cinque ex amministratori e l'attuale primo cittadino a farsi rimborsare quelle somme».
L'ex consigliera di Primavera Apriliana Carmen Porcelli commenta la sentenza con cui la Corte dei Conti ha condannato il sindaco Antonio Terra a restituire all'ente che amministra 2 mila 935 euro e l'avvocato del comune Massimo Sesselego al pagamento di ben 20 mila 64 euro. Furono proprio due esposti uno alla procura di Latina, l'altro indirizzato alla Corte dei Conti trasmessi dall'ex consigliera il 5 maggio 2015 a far esplodere il caso dei «rimborsi facili», costato al primo cittadino, agli ex assessori Rino Savini, Cataldo Cosentino e all'avvocato Antonio Martini un rinvio a giudizio di fronte al tribunale ordinario con le accuse di truffa aggravata e falso ideologico, mentre ora la magistratura contabile ha chiarito le responsabilità del sindaco e del responsabile dell'ufficio avvocatura in relazione al danno erariale. «Che quelle richieste di rimborso, così come i successivi atti, fossero illegittimi - spiega Carmen Porcelli - lo sosteneva la stessa sentenza della Corte dei Conti del 2012 - sulle assunzioni senza concorso - con la quale gli assistititi dell'avvocato Martini (Tozzi, Olivieri, Terra, Verzili, Cosentino e Savini) furono ampiamente avvertiti che il compenso da richiedere a titolo di rimborso per l'assistenza legale dovesse ammontare complessivamente a 10.200 euro, compresi gli accessori di legge. I cittadini di Aprilia, invece, hanno pagato invece 73.547,28 euro e, nonostante le interrogazioni della sottoscritta, i pagamenti sono andati avanti fino a quando, forse, non è arrivata la prima richiesta degli organi che sono stati interessati, cioè Corte dei Conti e Procura. E' insolito che un funzionario, che ottempera ad una sentenza della Corte dei Conti, smentisca se stesso dando la regolarità tecnica a pagamenti palesemente in contraddizione con la pronuncia della magistratura contabile, ma se errare è umano, perché finora Sesselego non ha richiesto a Cosentino, Terra e Savini la restituzione delle somme, forse perché non può farlo? Stupisce che il primo cittadino sia caduto in tale madornale errore, dimenticando gli elementi acquisiti durante la sua lunga carriera di tecnico convenzionato del comune prima e di consigliere, assessore e sindaco poi. Ho continuato a chiedere una commissione trasparenza anche per conoscere i motivi per cui gli altri amministratori ai quali non sono state liquidati i rimborsi (Verzili, Tozzi e Olivieri) - conclude Porcelli - ma nessuno dei presidenti ha mai sentito la necessità di chiarire, forse perché i motivi per cui le richieste di rimborso non fossero state accolte, erano ben note negli uffici di piazza Roma. Alla luce della condanna della Corte dei Conti, se non il sindaco, che evidentemente non può, che sia la maggioranza a trarre un giudizio su questa penosa vicenda».