Come perdersi in un bicchier d'acqua a due passi da un onorevole obiettivo. Per imparare a memoria la lezione, basta guardare quello che combina l'amministrazione comunale di Latina.
Stavolta tocca alla Zona 30, e cioè l'area di protezione per bambini e ragazzi in prossimità dei comprensori scolastici più frequentati: il primo esperimento, nell'ambito del progetto Moovida, si consuma tra via Cisterna, via Sezze e via Roccagorga, attorno ai plessi della Giuseppe Giuliano e al Liceo scientifico Majorana.
Da un paio di giorni, insieme alla vernice rossa che serve ad evidenziare la presenza delle strisce pedonali, è tutto un fiorire di pozzetti in cemento, proprio quelli che servono per gli impianti fognari, pozzetti che il Comune di Latina sta utilizzando invece come fioriere, da piazzare agli angoli degli incroci per impedire che diventino spazi per la sosta delle auto.
Si chiamerà pure Zona 30, ma sembra di stare nel mezzo di uno di quegli agglomerati completamente abusivi che affollano le campagne di Latina, dove i residenti si specializzano nei modi più stravaganti per creare passi carrabili visibili anche di notte, segnaletica fuorilegge con pezzi di legno e pennarelli, segnaletica orizzontale data a pennello per indicare l'abitazione di Tizio o il risto-club abusivo di Caio, e via discorrendo.
Lo spettacolo dei pozzetti attorno alle scuole è davvero inguardabile: ma in Piazza del Popolo non avevano istituito perfino una delega alla bellezza?
Ma a parte le questioni di gusto, la domanda vera è se il Comando di Polizia Locale sia stato informato e coinvolto nell'allestimento di questa Zona 30 che ha l'aria di costituire una violazione solenne del Codice della Strada. Dubitiamo che i Vigili urbani si siano resi complici di una così evidente trasgressione, e coi auguriamo che vogliamo al più presto ristabilire le regole imposte dal Codice della Strada. Dubitiamo anche che ci sia la complicità dell'architetto Matteo Dondé, uno dei massimi esperti di Zona 30 in Italia, come vanno sbandierando sui social alcuni consiglieri comunali.
Quanto ai risultati di questo sforzo malgestito, ci vorrà del tempo per educare le mamme scatenate che ogni giorno si piazzano in seconda, terza e quarta fila, anche ai piani superiori con le loro auto, e non vogliono saperne di spostarsi finché i loro figli non sono al sicuro dentro una classe. Altroché Zona 30!