E' rottura definitiva tra il Comune e i sindacati per quel che riguarda il contratto decentrato dei lavoratori comunali. I sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato lo stato di agitazione e con una dura nota hanno stigmatizzato quanto affermato lo scorso venerdì dalll'amministrazione Comunale. Secondo i sindacalisti, il Comune sta tentando una operazione che svilisca e getti discredito sui lavoratori. Presto sarà organizzata una manifestazione  o sit in sotto al palazzo comunale. 

Questa la nota integrale firmata dai sindacati dopo la riunione di oggi in Sala De Pasquale. La nota porta le firme di  Giancarlo Cenciarelli Enza Del Gaudio  e Ottavio Mariottini
 

"Venerdì 20 settembre, sul sito del Comune di Latina è apparso un nuovo comunicato dell'Amministrazione sulle Progressioni Economiche Orizzontali (privo del nominativo del soggetto firmatario) sul quale, volendo usare frasi usate da questa amministrazione precisiamo che " su vicende così delicate non possono passare narrazioni farcite da malafede e disinformazione".

Per questo riteniamo doveroso precisare alcune questioni, perché i lavoratori, ma anche la cittadinanza, non siano fuorviati da notizie assolutamente non veriterie e oltremodo lesive della dignità dei lavoratori tutti.
Infatti alcune frasi usate scientemente nel comunicato come ad esempio "attribuzione a pioggia " delle PEO o " di brutta prassi del recupero di erronei erogazioni sia sul fondo di produttività che a carico dei dipendenti percettori" non fanno altro che gettare discredito sui lavoratori e sulle OO.SS. che li rappresentano che la cittadinanza non può che percepire come " i soliti furbetti che le pensano e le provano tutte" per non usare altri termini discriminatori.

Non ci stiamo a questo inaccettabile svilimento per cui riteniamo doveroso rispondere puntualmente.

Il 19 settembre l'Amministrazione Comunale ha convocato d'urgenza una riunione di delegazione trattante con all'ordine del giorno: "Peo – parere dei revisori dei conti", allegato alla convocazione.
A tale convocazione abbiamo immediatamente dato riscontro con una nota, motivando perché non saremmo stati presenti in quanto il parere dei revisori dei conti allegato all'o.d.g. non ha sorpreso nessuno poiché lo stesso non ha portato elementi nuovi rispetto alla posizione assunta dalla parte pubblica ed è stato emanato a seguito di una inappropriata, faziosa ed indebita nota di "INTERPRETAZIONE AUTENTICA UNILATERALE" di due dirigenti dell'Ente che le OO.SS. hanno già condannato nella riunione della stessa delegazione dello scorso 17.09.2019.
Riteniamo opportuno precisare che i REVISORI DEI CONTI, per parere hanno fatto riferimento ad una circolare del MEF, la n. 15 del 2019 ( che contiene meramente le indicazioni di compilazione del Conto Annuale) e all'art. 16 del Contratto Nazionale stipulato il 21 maggio 2018, che sono successivi alla sottoscrizione del contratto decentrato avvenuta il 16 aprile 2018! A memoria di tutti, rammentiamo che la preintesa del contratto decentrato anni 2017 e 2018 è stata sottoscritta in data 27 dicembre 2017. La sottoscrizione definitiva c'è stata il 16 aprile 2018, previa acquisizione del parere dei revisori dei conti e l'autorizzazione della Giunta Comunale. Il parere dei revisori chiedeva la non retrodatazione dell'istituto della prima selezione Peo al 31.12.2017, per cui unilateralmente sul Contratto decentrato la parte pubblica ha inserito le due date di applicazione: 1 gennaio 2018 (al posto del 31 dicembre 2017 sottoscritto in preintesa) e 1 febbraio 2018. Infine si ribadisce che i Revisori dei conti, , in questo ultimo parere, malgrado la lettura di parte che ne da l'Amministrazione, non smentisce il primo parere di Febbraio 2018, con il quale hanno dichiarato legittimo il contratto sottoscritto il 16/472018.
Inoltre i revisori riconoscono la correttezza di quanto da noi asserito circa la legittimità della decorrenza della PEO al 01/02/2018.
Il contratto decentrato anni 2017 e 2018 a seguito quindi della sottoscrizione definitiva è divenuto ESIGIBILE da tutto il personale dell'ente relativamente agli istituti in esso concordati, ivi comprese le due selezioni delle Progressioni economiche orizzontali.
Ora per quanto attiene ai due riferimenti riportati dai Revisori interni ( circolare MEF e CCNL) giova ricordare che, nella gerarchia delle fonti, una circolare del Mef non può mettere in discussione i contenuti di un contratto nazionale e di un contratto decentrato, a maggior ragione se è successiva. A Tal proposito abbiamo notificato alla delegazione di parte pubblica una nota delle Segreteria Nazionale della CGIL FP, CISL FP E UIL FPL e PA inviata al Ministro della Funzione pubblica e all'Aran che ben spiega come "…l'insieme di vincoli indotti da interpretazioni di soggetti estranei al negoziato rischiano di impoverire fortemente ogni forma di incentivazione…. per non parlare degli effetti problematici che sorgono quando le suddette interpretazioni arbitrarie intervengono dopo la stipula di contratti decentrati……l'orientamento che emerge dopo la circolare MEF 15/2019 … traduce la quota limitata di dipendenti che possono essere interessati dalla procedura in un numero di addetti non superiore al 50% del totale degli aventi diritto, percentuale non definita né dai CCNL né dalla Legge…… Definire in modo arbitrario con una circolare la suddetta quota limitata RAPPRESENTA UN EVIDENTE ERRORE SOTTO IL PROFILO GIURIDICO che non può in alcun modo rappresentare un vincolo per i Contratti decentrati già sottoscritti, né per quelli che devono ancora esserlo…."
Relativamente al riferimento al contratto nazionale si rammenta ai Revisori dei conti il comma 10 dell'art. 16 da loro citato ( e forse non letto esaustivamente): " sono fatte salve le procedure di attribuzione delle PEO ancora in corso all'atto della sottoscrizione del presente CCNL" esattamente come quelle in atto nel Comune di Latina .
Per quanto attiene poi alla proposta dell'Amministrazione, che da quanto detto vogliono vestirsi come unici paladini della legittimità dell'azione amministrativa, giova ricordare che non nel Comune di Latina non esiste una "brutta prassi di recupero di erronee erogazioni sia sul fondo di produttività che a carico dei dipendenti percettori" in quanto la prassi della "Messa in Mora per compensi presuntivamente indebiti erogati" inviati ad alcuni dipendenti è atto di questa Amministrazione ed è stata avviata non per problematiche sorte in sede contrattuale ma per attività espletate dai lavoratori al di fuori dell'orario di lavoro ed in ossequio a Determini Dirigenziali ( sulle quali questa amministrazione non ha accertato nessuna responsabilità ).
Per quanto attiene al recupero di risorse effettuato sul fondo di Produttività, riguardava una non corretta costituzione del fondo delle risorse decentrate; costituzione che non viene contrattata ma predisposta univocamente dalla dirigenza dell'ente. Peraltro questa problematica ha riguardato anche altri Comuni d'Italia per cui il Governo ha successivamente emanato il Decreto cosidetto "Salva Roma" che più volte abbiamo chiesto a questa amministrazione di applicare ricevendo sempre risposte negative! Anzi scontate, considerato che il predetto decreto sarebbe andato a favore dei lavoratori, restituendo delle somme al fondo delle incentivazioni!
Entrando infine nel merito della proposta dell'Amministrazione vorremmo spiegare qual è il vulnus della stessa:
a titolo esemplificativo, fatto di 100 dipendenti il contingente interessato alla progressione economica, l'amministrazione propone due nuove selezioni: la prima con decorrenza 1.1.2019 per il 50% degli aventi diritto ( e quindi i fruitori sarebbero 50 dipendenti) e la seconda con decorrenza 1.1.2020 sempre al 50% degli aventi diritto (che nel caso specifico si traduce nel numero di 25 unità perché nel nostro esempio gli aventi diritto sono rimasti in 50). Con questa applicazione 25 dipendenti su 100 verrebbero esclusi dalla Progressioni Economica orizzontale, non perché non meritevoli, ma per l'applicazione di una mera percentuale, applicando la quale potrebbero essere esclusi anche dipendenti che risultano a pari punteggio.

La nostra proposta invece prevede che alla selezione della PEO possa partecipare tutto il personale avente titolo e che l'esclusione debba essere data dal sistema di valutazione in essere, che si differenzia da categoria a categoria e prende in considerazione le valutazioni del personale del triennio precedente. Altro che istituto dato a pioggia!
Senza contare che l'Amministrazione non chiarisce quale debba essere la permanenza nella posizione orizzontale, motivo per il quale alla Peo del 2020 potranno partecipare nuovamente i dipendenti che ne hanno beneficiato nella prima selezione del 2018.
Considerato che tali progressioni sono finanziate dal fondo delle risorse decentrate a tutto il personale e non dalla Amministrazione, si creerebbe la distonia che ad alcuni lavoratori verrebbero garantite 2 progressioni in 2 anni ed altri, che finanziano l'istituto, nessuna.
Nessuno dell'Amministrazione ha poi spiegato cosa succede al contratto decentrato in vigore, i cui articoli sono esigibili per i lavoratori, in quanto la proposta da loro anticipata sul sito e non in sede di delegazione trattante, prevede necessariamente un nuovo accordo.
Ci si consenta infine una ultima precisione all'Amministrazione ed in particolare all'Assessore al personale, al Direttore Generale ed alla parte pubblica della delegazione trattante: il dialogo tra le parti, se davvero voluto, andrebbe costruito sulla correttezza e sul rispetto dei lavoratori e delle lavoratrici.
Far passare le Organizzazioni Sindacali come coloro che non sono in grado di tutelare i lavoratori rischiando di mettere in discussione gli istituti concordati non risponde al vero! I dipendenti del Comune di Latina sono persone che ben conoscono la caratura dei rappresentanti sindacali interni e provinciali. Ribadiamo ancora una volta che accordi sulle Peo li abbiamo sottoscritti negli enti limitrofi e sono stati correttamente applicati. Enti come la Regione Lazio, il Comune di Roma infine danno merito alla nostra rivendicazione e non alla proposta della parte pubblica .
La convocazione dei lavoratori sulla problematica, effettuata dal Servizio del Personale peraltro senza prevedere la presenza della parte sindacale, non solo non trova fondamento normativo ma inasprisce il confronto, così come la formalizzazione di una INTERPETAZIONE AUTENTICA UNILATERALE, a firma dei due Dirigenti Volpe e Galardo, inviata ai Revisori, inappropriata, indebita e faziosa in quanto riporta conclusioni inaccettabili. L'Interpretazione di un contratto decentrato va fatta da entrambe le parti e non può in alcun modo essere anticipata dalla posizione di una sola di queste.
Invitiamo pertanto la parte pubblica a tenere un atteggiamento costruttivo ed un comportamento rispettoso di tulle le parti al tavolo senza addentrarsi in interpretazioni non supportate né dalle norme né dai contratti nazionali.


L'assemblea del personale che ha condiviso questo documento all'unanimità ci ha dato pertanto mandato A PROCLAMARE lo STATO DI AGITAZIONE  che si concretizzerà con una serie di iniziative concordate con i lavoratori di cui daremo informazione di volta in volta, ivi compresa una assemblea con sit-in sotto il palazzo comunale".