Passa con fatica l'ultimo punto all'ordine del giorno del Consiglio Comunale, un punto che ha rischiato di far saltare la seduta e con se anche il Bilancio consolidato. Alla fine per il rotto della cuffia, e con una maggioranza spaccata, il piano di riqualificazione dell'ex area Manifatture è stato approvato, con dieci voti, a favore, sei contrari e tre astenuti. Chi ha deciso di non votare è stata la Lega. Una mossa che apre ufficialmente lo stato di crisi nella governance del sindaco Mauro Carturan. È stata una mattinata frenetica quella di ieri. La massima assise cittadina, riunita in seconda convocazione ha dovuto affrontare il delicato e spinoso tema del centro commerciale che dovrebbe sorgere sulla Pontina, nell'ex area industriale che va tra Sant'Ilario e Piano rosso. L'opposizione, quella che c'era, ha votato in modo contrario alla proposta, ponendo molte perplessità vista la scarsa documentazione e garanzia della parte privata del progetto. Perplessità che durante la seduta, sono cominciate a far capolino anche tra i rappresentanti della Lega. Un momento di impasse che numeri alla mano ha messo il sindaco Mauro Carturan in una situazione scomoda: o sospendere la seduta per annullare il punto, oppure rischiare e portare il progetto al voto, con il rischio di non passare lo sbarramento. A quel punto il primo cittadino ha chiesto di sospendere la seduta per dieci minuti, tempo utilizzato per confrontarsi con la maggioranza. Sospendere in modo definitivo la seduta avrebbe comportato anche all'annullamento del Bilancio consolidato, così gioco forza, il sindaco non ha avuto molta scelta. Al momento del voto si è consumato lo strappo: due rappresentati della Lega, Vita e Ferraiuolo, hanno lasciato l'aula senza votare mentre gli altri tre, Nardi, Di Cori e Leoni hanno deciso di astenersi. Il punto alla fine è passato con dieci voti, ma è chiaro che quanto accaduto ieri, lascerà delle scorie pesanti in maggioranza.