«Ritengo prioritario approvare una riforma legislativa che riconosca la mensa scolastica come un servizio garantito per legge, un servizio pubblico essenziale e non più un servizio a domanda individuale, con accesso gratuito per le famiglie, tutte, non solo quelle in condizioni di povertà. Il servizio di refezione scolastica deve essere qualificato come servizio pubblico, e un servizio educativo e didattico». Lo aveva annunciato, l'assessore alla pubblica istruzione Gianmarco Proietti, e ha reso fattivo pochi giorni fa il suo impegno: scrivere al Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Fioramonti per sostenere la proposta di una mensa a scuola come un servizio che deve essere «gratuito per tutti i bambini».
«Come ogni anno - scrive Proietti - si pone la questione dell'accesso alla mensa scolastica, considerato oggi un servizio a domanda individuale. Mantenere alta l'attenzione politica sul tema della mensa è fondamentale, perchè vuol dire garantire una scuola aperta a tutti, in cui la presenza della mensa significa anche poter usufruire del tempo pieno, combattere la dispersione scolastica ed educare tutti i bambini alla sana alimentazione e all'inclusione. Occorre una riforma sostanziale che trasformi i pasti della refezione scolastica da servizi a domanda individuale soggetti a tariffe, a servizi essenziali. D'altronde, nel tempo pieno, la mensa è tempo scuola a tutti gli effetti. Il fatto che oggi i pasti siano a pagamento pena l'esclusione dal servizio nonostante sia di fatto obbligatorio frequentare la mensa è il caso «più eclatante» di come il diritto all'alimentazione di qualità sia negato in modo clamoroso anche nelle società presuntamente più avanzate. So bene che in tutta Europa la mensa scolastica non è gratuita, ma proprio per questo potremmo essere, è vero, una eccellenza al pari di Svezia e Finlandia che rappresentano la punta più avanzata, basti pensare alla SkolmatSverige svedese». Per Proietti «riconoscere il servizio di refezione come servizio pubblico essenziale significa affermare che la mensa corrisponde ad un interesse a protezione necessaria, che va garantito».