Il Forte Sangallo di Nettuno è entrato a far parte della Rete delle Dimore Storiche della Regione Lazio. L'ufficialità è arrivata ieri durante una conferenza stampa convocata in Comune dal sindaco Alessandro Coppola e dall'assessore alla Cultura Camilla Ludovisi, che hanno parlato del progetto che ha portato il maniero voluto da Papa Alessandro VI Borgia all'interno dell'elite degli edifici del Lazio e delle prospettive future.

«La partecipazione al bando è nata un po' prima del nostro insediamento grazie all'ex commissario Bruno Strati, che è stato il promotore di questa iniziativa - ha affermato il sindaco -. Il primo luglio ho firmato le carte per partecipare e oggi siamo riusciti a entrare a fare parte delle 138 Dimore Storiche del Lazio, di cui solo 81 sono pubbliche». E secondo Coppola il successo è importante per due motivi: l'indotto turistico e la possibilità di partecipare a dei bandi per ottenere finanziamenti utili al restyling del bene, con la Regione che concederà il 70% delle risorse a fondo perduto.

Prima di passare la parola all'assessore Ludovisi, il sindaco ha voluto ringraziare il dirigente Margherita Camarda e soprattutto Irene Cosmi, che si è prodigata affinché il Comune presentasse tutta la documentazione e riuscisse a vincere il concorso.

«Vogliamo dare risalto agli eventi culturali - ha quindi aggiunto Camilla Ludovisi - e l'ingresso del Forte nella Rete delle Dimore permetterà di ravvivarli. Vogliamo coniugare gli aspetti legati alla tradizione con quelli dell'innovazione: sarà possibile grazie ai finanziamenti regionali».
Proprio con il possibile arrivo di fondi regionali, il sindaco vuole mettere mano alle criticità del Forte: dalla messa in sicurezza delle mura (per consentire l'apertura dei giardini del fossato, ndr), fino alla realizzazione della scala sul lato mare ai fini della sicurezza, passando anche per la riqualificazione della ex casa del custode e magari anche della casupola del calzolaio (che in realtà dovrebbe essere demolita).

Infine, l'assessore Ludovisi ha annunciato che il Comune proporrà alla regione proprio il fossato del Forte come un possibile sito dove piantare nuovi alberi col progetto "Ossigeno".