A un anno esatto dal ciclone, dopo il periodo necessario alla "stagionatura" per essere idonei alla lavorazione, tornano a Terracina i 22 pezzi di pino abbattuti sul viale della Vittoria lo scorso anno e destinati, come da progetto ideato dall'architetto Francesca Marchini, a tornare alla città sotto forma di opere d'arte per l'arredo urbano. Diversi gli artisti che si sono lasciati coinvolgere dall'idea: alcuni scultori e artisti terracinesi, e l'associazione "Condominio dell'arte" di Itri guidata da Fabio Aldo, che ha preso l'impegno di ospitare i tronchi per la stagionatura. Nei giorni scorsi, grazie alla disponibilità di un imprenditore, Romano Fantasia, i tronchi sono stati caricati gratuitamente e trasportati a Terracina. Ora, siamo al momento della lavorazione. Ma prima occorre probabilmente definire, assieme al Comune, dove le future opere saranno installate. Serve, insomma, un progetto. Ed è la parte più complicata. Perché se gli artisti sono già pronti a plasmare la materia e a farlo gratuitamente, negli uffici di piazza Municipio non è detto che sia tutto pronto. Intanto, si dovrà capire dove posizionare le opere di arredo urbano: panchine per i parchi Montuno e area Chezzi? Giochi per bamini a villa Tomassini? Opere da installare in qualche piazza cittadina? Non si sa. L'architetto Marchini, che vive e lavora a Boston ma non ha mai mollato il progetto, anche a distanza, aveva le idee chiare già un anno fa: «Pensando di trasformare i tronchi dei pini in arredo per i parchi e giardini ma anche in percorsi e spazi gioco per i bambini - aveva spiegato -. Perché è necessario pensare a loro quando si parla di speranza e doveroso quando si parla di memoria e storia della città. Rispondendo così almeno in parte alle esigenze di recupero dell'area Ghezzi». Certo, ci vorrà riscontro immediato, tanto più che siamo giusto a un anno da quel terribile giorno. Un segno da cogliere.