"Evidence suggesting that Terracina was the site of the first Hellenistic temple in the region". Così un articolo comparso sul sito "Phys.org" del network Science X, firmato dalla Ludwig Maximilian University of Munich, che nei mesi scorsi ha lavorato nell'area del "Piccolo tempio" sul Monte Sant'Angelo, con i due archeologi Francesca Diosono e Paul Scheding. I due direttori del progetto, di cui già si è parlato su queste pagine, ribadiscono al portale specializzato che la città di Terracina era una città "cosmopolita", in contatto diretto con le principali città ellenistiche del Mediterraneo, e lo era "even before the Roman conquest of Latium", cioè anche prima della conquista romana del Lazio.

Tutto fa pensare, insomma, che la città di Terracina avesse sviluppato autonomamente, prima cioè della conquista romana, sue relazioni commerciali con le maggiori città del Mediterraneo. E pensiamo così a Rodi, in Grecia, a Pergamo, in Turchia. Scambi che hanno determinato una consuetudine a incontrare alte culture, e a fonderle.

Costruito nel II sec. a.C. (e questa è la vera certezza acquisita dall'Università di Monaco), il "Piccolo tempio" è considerato uno dei primi templi ellenistici nella regione, se non addirittura il primo. "Ulteriori lavori nei prossimi due anni potrebbero aiutare a chiarire come si sviluppò il santuario sul Monte Sant'Angelo prima e dopo la conquista della regione da parte dei romani", conclude l'articolo. Scheding e Diosono, infatti, sono solo all'inizio di un progetto triennale che potrebbe contribuire a scrivere un altro importante pezzo di storia dell'area archeologica più importante della città. 

Di fatto, questo studio restituisce anche ai cittadini l'immagine di una città che non ha mai temuto di rapportarsi con il grande bacino di culture che è sempre stato il Mediterraneo.