La storia di Rossella Angelica, uccisa a 17 anni nel lontano 1985 è stato un grande dolore privato divenuto collettivo come succede a tutte le cronache che piombano improvvise, prive di senso e risposte, e che feriscono il cuore di una città. L'ingenua fiducia che provano tutti gli adolescenti davanti ai nuovi sentimenti che l'amore ispira, fu violato da un incontro efferato che troncò la giovane vita di Rossella. La studentessa 17enne adescata dal ragazzo che considerava il suo fidanzatino, si ribellò al suo tentativo di stupro insieme ad altri due amici e fu uccisa a bastonate senza pietà con un paletto di legno trovato nelle campagne sulla strada Cicerchia in via del Lido. Il dolore e lo smarrimento che provarono tutti coloro che la conoscevano fu unanime in quegli anni. Oggi a colmare quel vuoto della memoria sono state le parole spese per lei e tante mani alzate, al momento del voto in commissione toponomastica, alla proposta di intitolare a Rossella la rotatoria di Via del Lido, all'incrocio con Via Nascosa. Un modo per uscire dalla rimozione collettiva del tempo e dare senso al dolore di una famiglia e di una città, ma che ha rappresentato anche, in commissione, un bel momento di amministrazione partecipato dalle associazioni. Di fronte alla sorella di Rossella, Elisabetta Angelico, e alle associazioni Centro Donna Lilith, Moica, Cif, Soroptimist International, Rete degli studenti medi, Non una di Meno, Giovani Democratici e al forum dei giovani l'assessore alle pari opportunità Patrizia Ciccarelli ha spiegato il significato simbolico di questa intitolazione chiesta da oltre mille firme e voluta dal sindaco.
«E' un gesto di forte valore simbolico e vicinanza istituzionale che arriva a pochi giorni dal 25 novembre, giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne - ha detto la Ciccarelli - Rossella è un ponte dal 1985 ad oggi che dimostra la volontà di guardare ai giovani e si ricollega alle opere di Street Art fatte in questi giorni a Latina. Rielaborando questo lutto pensiamo di aver dato un senso a questo dolore e di aver ribadito l'impegno per contrastare il fenomeno dandone la giusta angolazione interpretativa. Va tenuta lontana la tentazione di pensare a una lettura quasi consolatoria di questa vicenda che parli quasi di mostri colti da un raptus e lontani da noi. Questi mostri li generiamo attraverso una cultura patriarcale che si nutre di linguaggi sbagliati e di stereotipi come quella della donna vista come preda o come oggetto da possedere». A sostegno della proposta anche gli interventi dell'opposizione, tutti unanimi nel riconoscere l'importanza di questo passaggio. Dopo la decisione della commissione ora il servizio attività istituzionali predisporrà una delibera di consiglio che farà il suo iter passando anche per l'avallo del Prefetto. «E' stata una commissione importante - ha spiegato la presidente di commissione Celina Mattei - che dimostra come la toponomastica, accantonata negli anni precedenti, abbia un valore e non sia un settore di serie B. Significa porre all'attenzione di tutti figure che ci inducano a riflettere e a diventare comunità che si fonda sulla cultura a 360 gradi, in qualsiasi campo. Oggi  c'era una bella atmosfera di emozione».