Sono passati cinque mesi e mezzo da quando l'assessore alle attività produttive Giulia Caprì ha rassegnato le proprie dimissioni dalla giunta lasciando una postazione vuota nell'esecutivo Coletta. Il settore non è certo di basso profilo comprendendo le deleghe su attività produttive, eventi, economia del mare, rapporti con le aziende, commercio, artigianato e politiche del lavoro. Ma sono mesi che la scelta su un eventuale sostituto si è arenata nel mezzo delle prove di allenza tra pd e Lbc. L'opposizione che ha guardato per mesi con diffidenza a questo "cartello" ora si toglie qualche sassolino dalla scarpa. «Il pasticcio sul bando per il mercatino di Natale non è frutto solo di una svista amministrativa bensì di una confusione e di una mancanza tutta politica - spiega la consigliera comunale Matilde Celentano citando l'ultimo caso intricato del bando sul Natale oggetto di un ricorso - da mesi ormai l'assessorato alle attività produttive, che avrebbe dovuto dettare la linea su quel bando e in generale sulle attività economiche della città, è senza una guida con la conseguenza che la città è ferma Latina è una città da rivitalizzare, e non può rimanere mesi e mesi senza un assessore alle attività produttive. Troppe sono le criticità da affrontare. Il piano del commercio è morto e non è un caso che i negozi chiudano. Il mercato del martedì, il secondo più grande d'Europa è nel degrado più totale. Affoga nell'incuria, con gravi carenze igienico sanitarie dovute alla mancanza di bagni pubblici, alla fontanelle rotte, e alle occupazioni abusive nei locali che una volta ospitavano il bar. Non va meglio al mercato annonario di via Don Minzoni, ospitato in una struttura che necessita di lavori di miglioramento». «Dopo le dimissioni di Giulia Caprì - spiega - il sindaco si è tenuto la delega in attesa di un rimpasto di giunta che non ha mai fatto. La poltrona assessorile è poi diventata merce di scambio con il PD, pronto ad entrare in maggioranza, e per mesi è stata oggetto di trattative che le ultime notizie di stampa ci dicono miseramente naufragate. A questo punto Coletta non ha più alibi. È finito il tempo delle attese, nomini alla svelta un assessore di sua fiducia, e restituisca una dignità politica all'assessorato alle attività produttive. Alla città non interessano i giochi di palazzo, interessa invece che chi debba amministrare amministri, e ciò, senza assessore, non può avvenire».