Nei giorni scorsi Nicola Morra, presidente della commissione bicamerale Antimafia ha annunciato che accenderà i riflettori sul "caso Latina", motivando la scelta alle recenti dichiarazioni dei pentiti Agostino Riccardo e Renato Pugliese, relative a contatti tra la politica locale e la criminalità organizzata.
Diciamo che il presidente Morra s'è finalmente svegliato, accorgendosi che Latina è una città (e una provincia) in cui le infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto politico e socio-economico, meritano un allarme. Di certo non servivano Morra o le recenti conferme dei pentiti per dimostrare le connivenze tra politica e clan. Già l'inchiesta Don't touch aveva mostrato quali fossero i rapporti tra l'ex deputato Pasquale Maietta e Cha Cha Di Silvio. E la cronaca di questi ultimi anni ci dice che l'intero territorio è costantemente a rischio.
Ma ben vengano i riflettori nazionali della commissione Antimafia, già accesi per la verità qualche anno fa, ai tempi di Don't touch e di questo va dato atto all'ex componente di quella commissione, Claudio Moscardelli, di essersi speso per fare in modo che la commissione si occupasse della vicenda. Nei giorni scorsi, Morra, ha dichiarato: «Il quadro che sta emergendo nel corso del processo Alba Pontina contro il clan Di Silvio è inquietante. Uno spaccato criminale che ha già avuto una prima conferma nella sentenza del giudice Annalisa Marzano del tribunale di Roma. Il clan Di Silvio a Latina, in questi anni, ha dialogato con "parti" importanti della politica e del calcio locale. Chiederò, nel prossimo ufficio di presidenza della commissione antimafia, di aprire una indagine sul caso Latina ascoltando anche i candidati sindaci delle precedenti elezioni amministrative. La commissione antimafia acquisirà anche il resoconto dell'udienza del processo Alba Pontina di martedì scorso nel quale è stato ascoltato il collaboratore di giustizia Renato Pugliese».
Tra i candidati sindaco del 2016 non c'è dubbio che Damiano Coletta non mancherà all'appuntamento. Enrico Forte, candidato all'epoca come sindaco per il Pd, conferma anche lui che ci sarà: «Aderisco con convinzione all'iniziativa promossa dalla commissione parlamentare antimafia che vuole fare luce sui legami tra politica e criminalità a Latina, prendendo in considerazione le elezioni comunali del 2016 che mi videro, all'epoca, candidato sindaco per il Partito democratico. Latina non merita opacità, e soprattutto i suoi cittadini devono sapere e comprendere di quelle dinamiche distorte e in parte già emerse nelle inchieste giudiziarie. Il capoluogo è stato fortemente danneggiato nel suo tessuto civile ed economico per l'egemonia delle ben note famiglie criminali, ma penso che si debba sgombrare il campo da ogni dubbio su ruoli ed eventuali persistenze di un clima di condizionamento».
Pronto ad andare in audizione anche il senatore di Fratelli d'Italia Nicola Calandrini, all'epoca candidato sindaco per il centrodestra. Contattato telefonicamente, dice: «Accolgo con piacere la proposta del collega Senatore Nicola Morra di aprire un'indagine sul "caso Latina" nella Commissione Antimafia da lui presieduta - afferma Calandrini - Trovo giusto e importante che si faccia piena luce sui rapporti intercorsi tra politica e criminalità nelle passate elezioni amministrative di Latina e sono più che disponibile ad essere ascoltato in commissione in qualità di candidato sindaco. Le recenti inchieste della magistratura dipingono un quadro tanto torbido quanto opaco. In attesa che la magistratura faccia il suo corso, la politica ha il dovere di chiarire il suo coinvolgimento. La città di Latina deve avere un quadro limpido dei fatti e dell'esistenza o meno di episodi che possano aver condizionato, influenzato o anche solo toccato lo svolgimento delle elezioni e più in generale della vita amministrativa».

Anche Angelo Tripodi annuncia di non aver nulla da temere e di essere pronto ad andare in Commissione Antimafia: "Non ho nulla da temere. Male non fare, paura non avere. Bene l'iniziativa della commissione Antimafia"