Il Comune di Latina avrebbe dovuto ordinare la demolizione del palazzo di via Roccagorga, l'immobile autorizzato in virtù della variante al piano particolareggiato R6 Isonzo, ma edificato e concluso dalla società UnoErre prima che lo strumento urbanistico venisse revocato durante la gestione commissariale dell'ente. Eppure l'epilogo dell'istruttoria, avviata per verificare la legittimità dell'opera, non è stato quello previsto, sebbene l'ufficio tecnico avesse predisposto il documento con il quale doveva essere intimato il ripristino dei luoghi: l'ordinanza era stata redatta con data 21 febbraio 2018, ma non è mai stata firmata dal dirigente del Servizio Politiche di Gestione e Assetto del Territorio. Una posizione attendista che getta ombre sulla gestione dell'edilizia privata, perché tra i destinatari dell'ordine di demolizione mai ratificato, figura anche il figlio del sindaco Damiano Coletta, proprietario di uno degli appartamenti dell'edificio che in via Roccagorga, secondo il piano regolatore vigente, non dovrebbe esserci.