Esame superato: le Sardine di Latina hanno sancito la loro nascita nel territorio pontino, richiamando oltre 2.000 persone in piazza del Popolo. È successo poco fa, nel cuore della città capoluogo, dove tantissime persone, sventolando striscioni o semplicemente una "sardina" di cartone, si sono riunite per manifestare un comune dissenso a quella gli stessi definiscono la politica dell'odio, del razzismo e dell'emarginazione.
Difficile quantificare con certezza i partecipanti, vista anche la presenza di numerosi cittadini di passaggio per lo shopping tra le casette natalizie o per vedere l'albero installato in piazza. Ma una cosa è certa: le Sardine erano tante, forse anche più di quanto ci si aspettava
«Latina, siamo un oceano bellissimo», ha esordito una delle organizzatrici delle Sardine di Latina, Anna Claudia Petrillo. «Abbiamo dimostrato che anche a Latina esistono persone che resistono a odio e violenza contro gli ultimi. Siamo la risposta migliore al popolusimo e al sovranismo. È ora di mettere in campo le nostre energie, e non faremo nessun passo indietro sui nostri diritti acquisiti. Anche perché, quando i diritti non sono di tutti, si deve parlare di privilegi».
«A chi dice che siamo giovani manovrati dall'alto - prosegue Petrillo - rispondiamo che siamo stanchi della retorica e del qualunquismo. Siamo teste pensanti e siamo anime libere dalla strumentalizzazione. Siamo persone capaci di smontare la retorica dell'odio e di portare tante persone in piazza. In un mondo che ci ha abituati ai numeri dei social, seminando isolamento e individualismo, noi rispondiamo co i volti. Torniamo nelle piazze, torniamo alla comunità».
Tra gli ospiti, anche Lorenzo Donnoli, uno dei giovani delle Sardine Emliane, dove il movimento è nato. A Latina, oltre all'attacco alla Lega (ormai costante della battaglia, vista la citazione "Latina non si Lega), Donnoli ha lanciato accuse anche a Fratelli d'Italia e Giorgia Meloni, a tutto il centro destra che in Senato non ha votato la Commissione Segre per poi non applaudire  la senatrice a vita Liliana Segre. «Ma qui dimostriamo che si può cambiare - spiega Donnoli - Questa piazza è bellissima, piena di colori e di valori culturali. È con la cultura che si può vincere la battaglia contro il fascismo e la mafia».