E' tornata in mare dopo mesi di cure "Marianna", la tartaruga caretta caretta, trovata ferita in modo grave il 30 agosto scorso dai Guardiaparco della Riserva di Tor Caldara ad Anzio. Da lì il trasporto al centro specializzato dello Zoomarine di Torvajanica, unico centro di primo soccorso della Regione che collabora con "TartaLazio", dove un team di esperti si è preso cura di leali rimettendola in sesto e permettendogli, ieri, di riprendere il suo viaggio in mare, lì dove si era interrotto tre mesi fa. «Quando è arrivata al centro - spiega il biologo marino Andrea Alia - non mostrava particolari ferite esternamente né aveva ingerito ami. Abbiamo riscontrato la presenza di un edema. Marianna era molto gonfia e aveva un'infezione a livello dei reni, quindi il nostro veterinario ha stabilito la terapia e ci sono voluti tre mesi per farla riprendere completamente».
«Oggi è una giornata bellissima - le parole di Renato Lenzi, amministratore delegato di Zoomarine - perché si compie il ciclo per cui esiste il nostro centro per il recupero delle tartarughe nella Regione Lazio. Abbiamo personale specializzato, come il nostro direttore sanitario Fabio Maggi che si occupa del triage e da lì definire le terapie necessarie per poi liberare le tartarughe che vengono da noi. Nostro altro obiettivo primario è diffondere informazioni utili per prevenire questo tipo di spiaggiamenti causati principalmente dall'ingerimento di plastica».
Al momento al centro Zoomarine sono ospitate altre due Tartarughe: Camilla soccorsa a Sabaudia e Nika, di poche settimane, trovata sulla spiaggia di Lavinio nei giorni scorsi.
Presente in questa giornata di festa con il ritorno in libertà di Marianna anche la Polizia di Stato che con la squadra nautica della Questura di Roma che contribuì al recupero della tartaruga caretta caretta. «Come Polizia di Stato - spiega il Commissario del Commissariato di Anzio Antonio Oliviero - siamo molto attenti a questo tipo di attività e speriamo di portarla avanti anche con il progetto di Zoomarine con cui collaboriamo in maniera fattiva ormai da anni».
Immancabile la presenza dei Guardiparco di Tor Caldara, i primi a soccorrere Marianna.