Lo scorso 20 dicembre la giunta regionale ha approvato il piano di dimensionamento della rete scolastica per l'anno 2020-2021.

«Siamo in attesa di consultare il piano nel dettaglio non essendo stato ancora pubblicato né sul Bollettino della Regione Lazio né sul sito della Regione» commentano dalla Gilda Insegnanti di Latina. «La giunta Zingaretti - sottolinea la coordinatrice provinciale, Patrizia Giovannini - ha mantenuto fede rispetto a quanto discusso ai tavoli dell'osservatorio provinciale e della conferenza regionale permanente: sono stati approvati gli indirizzi richiesti dagli istituti superiori e sono state accolte due delle proposte avanzate dal nostro sindacato relative una allo stop alla razionalizzazione degli istituti comprensivi di Cisterna, l'altra favorevole all'istituzione di un liceo sportivo o musicale per ogni singola provincia».

Alla soddisfazione espressa per questi risultati, nati dal confronto e da analisi condivise, fanno da contraltare il rammarico per quanto deciso su Priverno e la contrarietà per il modus operandi che ha caratterizzato la proposta di dimensionamento dei due istituti comprensivi della città, il San Tommaso D'Aquino e il Don Andrea Santoro. «Con disappunto veniamo a sapere che la giunta ha approvato una razionalizzazione scellerata - afferma Giovannini - senza che ci siano stati i necessari passaggi ai tavoli provinciale e regionale preposti alla valutazione tecnica della fattibilità di una proposta che risulta, tra l'altro, datata 2018-2019 e contestata in più sedi e con diversi mezzi da famiglie e personale scolastico di entrambi gli istituti. La decisione unilaterale della giunta crea un pericoloso precedente che, in nome di un fantomatico tavolo tecnico tutto dedicato al comune lepino, assume iniziative indiscutibili che avranno ripercussioni pesanti sugli alunni e sugli organici».

Entrando nel merito del dimensionamento, la proposta approvata su Priverno dimezza gli alunni della scuola media della San Tommaso D'Aquino spostandone metà in altro sito, in periferia, e lasciando l'altra metà in centro, ma all'altro istituto, il Don Andrea Santoro. Oltre a questo l'indirizzo musicale finora attivo al San Tommaso diventa di pertinenza del Don Andrea, che manterrebbe anche il tempo pieno. «Così come presentato dalla Regione il piano appare decisamente sbilanciato a netto vantaggio dell'IC Don Andrea Santoro - sostiene Giovannini - che cresce nel numero complessivo di alunni superando quota 800 a fronte dei circa 700 studenti che restano al San Tommaso (va detto che prima del dimensionamento l'istituto ne contava oltre 800). Balza agli occhi che l'offerta formativa dello storico San Tommaso D'Aquino sia stata fortemente penalizzata , oggi e in prospettiva».

Genitori e docenti di Priverno, già firmatari di una petizione presentata alla Regione e alle sigle sindacali, sono ancora in stato di mobilitazione e non è escluso che possano decidere di presentare ricorso.