Figli e parenti di sindaci e politici dei comuni lepini della Comunità Montana selezionati per svolgere il servizio civile presso il medesimo ente. E' quanto denuncia il segretario provinciale del Partito socialista Antonio Melis. Una vicenda che Melis ricostruisce partendo dagli atti pubblicati sul sito della Tredicesima Comunità Montana, quella che riunisce i comuni dei Monti Lepini e dei Monti Ausoni.
« La tredicesima Comunità Montana dei Lepini-Ausoni, guidata dal Presidente Onorato Nardacci, ha organizzato dei progetti di Servizio Civile che prevedevano oltre alla sede centrale di Priverno anche altri siti sui Comuni di Bassiano, Roccasecca, Maenza e Rocca Massima - ricostruisce Melis - La prima cosa che ci è saltata agli occhi è stata l'associazione (e non una società specializzata come tante altre del settore che vantano centinaia di accreditamenti in vari Enti) che ha seguito sia la progettazione che la selezione. Questa associazione - aggiunge Melis - proveniente dalla regione Puglia, pare che riesca a vantare, in che modo non è dato sapere, delle ottime entrature su alcuni Enti, primo fra tutti proprio la nostra Comunità Montana La seconda cosa che ci è sembrata strana - prosegue l'esponente socialista - è stata che nella commissione esaminatrice il Presidente era il responsabile della associazione stessa e insieme a lui figurava sua figlia come membro esterno e una dipendente della stessa Comunità Montana come membro interno».
Coincidenze curiose, secondo Melis. Poi, scorrendo i nomi dei selezionati per svolgere il servizio civile, i dubbi si sono moltiplicati e con loro i sospetti. «Nel controllare i nominativi che sono stati scelti per svolgere per dodici mesi il Servizio Civile abbiamo notato la presenza di cognomi identici a quelli di amministratori dei Comuni che compongono l'ente. Fermo restando la sicura buona preparazione dei ragazzi selezionati, ci resta molto difficile capire la reale meritocrazia applicata a certe scelte». Il servizio civile, essendo volontario, viene retribuito con una quota di circa 500 euro mensili e rappresenta un ottimo percorso formativo per i giovani, messo a disposizione dallo Stato italiano.
I sospetti del Psi sono legati alle modalità di scelta dei ragazzi: «Non vorremmo pensare che anche in questo caso si siano adottati metodi poco chiari. Non dimentichiamo che la selezione avviene a spese degli enti locali e dunque viene pagata coi soldi dei contribuenti dei comuni della comunità montana. Crediamo sia necessaria - conclude Melis - la massima trasparenza, anche perché queste scelte sono operate sulla testa dei giovani che hanno diritto a vedere riconosciute al meglio le loro capacità».