Bocciata a seguito dell'istruttoria relativa all'aggiornamento quinquennale del Rapporto di Sicurezza, la Isagro Spa, lo stabilimento di produzione e deposito di fitofarmaci di via Nettunense, dovrà sospendere le attività. Una misura drastica, presa anche alla luce del fatto che la Isagro appartiene alla categoria delle aziende a rischio incidente rilevante presenti sul territorio di Aprilia.
A disporre la sospensione delle attività, attraverso una nota trasmessa il 24 dicembre scorso al Ministero all'ambiente, al ministero dell'interno dipartimento vigili del fuoco, alla Regione lazio, al Prefetto di Latina, al comando dei Vigili del fuoco di Latina, Arpa, Inail, Ispettorato Interregionale del lavoro di Roma, alla Asl di Latina e al Comune di Aprilia, il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile della direzione regionale Lazio.
Stando a quanto riportato all'interno del documento infatti, il 17 dicembre scorso si è riunito in regione il Comitato Tecnico Regionale per il Lazio, al fine di analizzare la procedura già avviata alla fine del 2018 e che si era conclusa con un parere negativo. Già il 13 marzo 2019 il Comitato Tecnico Regionale aveva diffidato il gestore del sito produttivo a ad adottare entro 60 giorni le prescrizioni riportate all'interno della relazione finale del gruppo di lavoro, a quanto pare senza riuscire a sortire l'effetto sperato, tanto che il 12 luglio 2019 il Comitato Tecnico Regionale per il Lazio, concordando con il parere espresso dal gruppo di lavoro sulla non completezza dell'analisi effettuata dal gestore, aveva richiesto allo stesso una integrazione documentale da effettuare entro 60 giorni.
Malgrado questa volta la Isagro abbia trasmesso i documenti che ancora mancavano all'appello, l'istruttoria si è conclusa l'8 novembre 2019 con l'esito negativo e al direttore regionale dei vigili del fuoco De Angelis non è rimasto altro da fare che ordinare la sospensione delle attività a norma dell'articolo 28 comma 8 del DGL 105/2015 (Normativa di riferimento Seveso III), che fatta salva una eventuale responsabilità penale dispone che qualora si accerti che la notifica o il rapporto di sicurezza non siano stati presentati o che non siano state rispettate le misure di sicurezza previste anche dalle prescrizioni, in caso di ulteriore inottemperanza dopo il termine di 60 giorni dall'avviso gli enti preposti ordinano la sospensione dell'attività per il tempo necessario all'adeguamento dell'impianto.
Qualora il gestore non dovesse utilizzare il tempo a disposizione per adeguarsi alle prescrizioni indicate dal Comitato Tecnico Regionale, la Isagro potrebbe addirittura incorrere nella chiusura.