«Non posso escludere che Pasquale Maietta abbia chiesto voti anche per me nell'ambiente del Latina calcio - dice il senatore Nicola Calandrini a commento delle parole del pentito Agostino Riccardo - ma in quel periodo non solo Maietta non risultava coinvolto in alcuna vicenda giudiziaria ma risultava essere una figura politica di primo piano. Io non ho mai incontrato i tifosi, e se anche lo avessi fatto non lo considero una cosa disdicevole. Escludo nel modo più categorico di aver avuto conoscenza della presunta mediazione specifica di Maietta per girarmi 500 voti dalla curva dei tifosi del Latina Calcio. Respingo quindi con forza qualsiasi allusione circa un mio presunto coinvolgimento per acquisire voti, direttamente o indirettamente, con modalità improprie o addirittura illegali, auspicando che la magistratura possa rapidamente chiarire tutte le presunte circostanze riferite dal pentito Agostino Riccardo». L'altro politico citato, ossia Gina Cetrone, si dice addirittura «offesa e amareggiata dalle informazioni che anche in queste ultime ore sono state diramate in relazione ad un processo in corso di svolgimento. Io ho sempre rispettato la legge, non sono interessata a tale processo ma questi aspetti, inspiegabilmente, neppure sono tracciati dai vari articoli pubblicati». Per il sindaco di Latina, Damiano Coletta, bisogna «continuare sulla strada già intrapresa, quella della legalità, della certezza delle regole e delle procedure. Dobbiamo mantenere alta la guardia affinché non si ripresenti il malaffare che per troppi anni ha condizionato lo sviluppo della città». Per il consigliere regionale del Pd, Enrico Forte «tutta la classe dirigente deve prendere un serio impegno con l'intera comunità affinchè la battaglia per la legalità non sia un banale slogan, ma abbia una reale sostanza e diventi una patrimonio di tutti. Per quanto riguarda il Pd, mi sono fatto promotore di un intervento dei vertici nazionali, in particolare degli esponenti della commissione Antimafia, auspicando che Latina possa avere maggiore attenzione da parte delle istituzioni. Alla stessa commissione d'inchiesta chiedo di celebrare proprio nel capoluogo una seduta dove possano essere ascoltati i candidati sindaci alle elezioni del 2016, così come chiese il presidente Morra».
«I rapporti politici sono stati sempre chiari e precisi, perfino ostentati - dice il segretario del Pd, Claudio Moscardelli - Ci sono esponenti politici che hanno rivendicato la loro amicizia con Cha Cha . Si potrà finalmente far luce sui rapporti con la politica negli anni d'oro dell'ascesa del clan? Sono almeno 15 anni da indagare ma nulla trapela: politica, edilizia, riciclaggio, voto di scambio».