La cultura viaggia a velocità diverse nelle tre città del comprensorio centrale della provincia. Se Sabaudia, in questo senso, si sta dimostrando il Comune più virtuoso alla luce dell'impegno che sta mettendo nelle iniziative e a livello strutturale, a partire da un museo molto attivo e da una biblioteca che funziona e che può contare su un bibliotecario professionista - un dipendente comunale di San Felice Circeo arrivato dopo il locale dissesto -, e la stessa San Felice Circeo sta cercando di riattivare uno spazio pubblico dopo la chiusura della biblioteca datata 2013 realizzando una nuova struttura al posto di parte delle scuole del centro storico e confermando così la volontà di trasferire i plessi in un'unica struttura per dare vita al famoso campus, lo stesso non si può dire di Pontinia che continua a procedere a rilento e tra diverse difficoltà. Qui, dove sono sparite le librerie private, stenta a decollare anche la biblioteca comunale e, per il momento, ci si aggrappa agli eventi in programmazione al teatro.
A fare il punto della situazione, allora, ci pensa il consigliere comunale di minoranza Simone Coco che, da sempre, segue da vicino la situazione: «Mi auguro che, da qui a fine consiliatura, vedrà finalmente la luce il nuovo padiglione vicino alla torre idrica; l'officina delle arti e dei mestieri, con il bando da poco pubblicato ed assegnato; e che il MAP trovi finalmente la propria dimensione. Ad oggi - dice Coco - l'unica nota positiva arriva dal teatro che sta rivivendo, anche come cinema, un'attività molto apprezzata dai cittadini».
La biblioteca, però, resta un caso a parte nello scenario generale visto che, al momento, è una "sala lettura". «Senza tornare su vicende passate e relativi problemi giudiziari - sottolinea Coco -, ad oggi abbiamo un orario minimo garantito, ma sicuramente insufficiente per la richiesta. Per ovviare a tali problemi di orario (lunedì, mercoledì e venerdì 9-14; martedì e giovedì 9-17.30, ndr), il 21 novembre scorso un gruppo di ragazzi ha presentato un progetto, nell'ambito della collaborazione per interventi di cura e rigenerazione dei beni comuni urbani, seguendo l'esempio di altri Comuni. In buona sostanza, la proposta era di estendere gli orari e i giorni di fruizione, integrando il lavoro svolto dai dipendenti comunali per le ore non coperte. Oltre a questo, si proponevano come "custodi" della sala lettura, riappropriandosi metaforicamente dello spazio per dargli nuova linfa e accogliendo presentazioni di libri, seminari, conferenze e quant'altro. Ad oggi, però, nessuna risposta, né positiva né negativa, è pervenuta. Sono conscio delle difficoltà obiettive degli uffici - conclude Coco -, ma c'è il rischio di spegnere l'entusiasmo dei ragazzi e la loro voglia di cittadinanza attiva, che vive in simbiosi con la pubblica amministrazione e non a carico della stessa».