«Se non si ha nemmeno l'amor proprio di dirsi latinensi...». Comincia così una segnalazione del consigliere del gruppo misto Salvatore Antoci che martella da tempo l'amministrazione comunale con lo spirito di chi, da attivista sulla strada e a contatto costante con la gente, nota distonie quotidiane. Come quella dei ticket del trasporto pubblico locale, recentemente al centro della polemica sui ritocchi dei costi su corse singole e biglietti a bordo del 50% decisi dall'1 gennaio 2020. Ma non sono i rincari al centro dell'osservazione polemica di Antoci, o almeno non solo, bensì il fatto che su questi biglietti più salati e freschi di stampa, come pure sui precedenti, non sia indicato in nessun modo il nome della città. Eppure Csc, la ditta affidataria del trasporto pubblico locale e vincitrice di una regolare gara europea, gestisce questo servizio per conto del Comune di Latina e per conto, dunque, della città. Allora perché ometterne il nome?
«Qualsiasi cittadino di qualsiasi città è di solito orgoglioso del posto dove abita - spiega il consigliere - qualsiasi amministrazione di qualsiasi città deve essere, se non altro per dovere d'ufficio, orgogliosa della città che amministra. A Latina no! A Latina l'amministrazione LBC è talmente poco orgogliosa di amministrare la città, che non si è neanche curata di far stampare il nome «Latina» sui biglietti dell'autobus... come invece avviene praticamente in tutte le altre città del mondo». Antoci spiega che il 1° luglio 2018, data in cui è entrato in vigore il nuovo TPL, «in quei biglietti anonimi recanti soltanto la scritta CSC, la mancanza della scritta «Latina» poteva essere giustificata pensando ad una svista o ad una dimenticanza. Varie volte ho fatto notare la cosa nelle varie Commissioni Trasporti chiedendo al contempo che alla prossima ristampa si rimediasse all'errore e che sui biglietti venisse indicato il nome di Latina. Invece quando il primo gennaio 2020 entrarono in vigore le nuove tariffe, sui biglietti mancava ancora la scritta «Latina». Per il battagliero e puntiglioso consigliere del Gruppo misto «a parte l'ingiustificato ed ingiustificabile aumento del prezzo del biglietto che è un vero e proprio schiaffo ai cittadini ed un disincentivo all'uso del mezzo pubblico, la mancanza della scritta «Latina» è una misura della sciatteria di questa amministrazione». «Persino «quelli di prima» - è la chiosa finale ironica, ma non troppo - avevano fatto meglio».