San Felice Circeo entra ormai di diritto nell'elenco dei "promossi" per la raccolta differenziata, visto che è stato superato il 65%. Questo nonostante l'azione dei soliti incivili, che non fanno mancare mai il loro contributo - vedasi l'abbandono di spazzatura nei pressi delle isole ecologiche informatizzate -. Dal 2017, grazie al porta a porta, c'è stato un continuo miglioramento della gestione del ciclo dei rifiuti.
I dati sono contenuti nel piano economico e finanziario del 2020 che dovrà essere discusso - insieme alle tariffe - dal Consiglio comunale che è stato convocato per il 6 febbraio alle ore 20. Nell'allegato alla delibera si ripercorre un po' la storia della raccolta dei rifiuti dal 2012 ad oggi.
Tra il 2012 e il 2014, a San Felice venivano raccolte circa 10.000 tonnellate di rifiuti. Un quantitativo elevato, che è pure aumentato nei due anni successivi per diminuire (circa 8.000) invece dal 2017.
Un altro effetto positivo della raccolta col sistema porta a porta, che ha limitato il fenomeno della cosiddetta "migrazione dei rifiuti". Non sono infatti mancati casi di persone che, residenti in altri Comuni in cui già esisteva il porta a porta, utilizzavano i secchioni posizionati lungo le strade di San Felice per evitare di differenziare i propri rifiuti. Ciò aumentava il quantitativo dei rifiuti raccolti e dunque pure il costo per lo smaltimento.
L'introduzione del nuovo sistema ha consentito in pochi anni di raggiungere ottimi risultati. Dal 52,20% del 2017, con un incremento di circa il 30% rispetto all'anno precedente, si è passati nel 2018 al 60,46% e al 65,70% nel 2019. Risultati ottimi, dunque.
Bisogna però fare ancora i conti con chi continua a gettare immondizia lontano da occhi indiscreti (ad esempio nelle campagne o tra i boschi) o nei pressi delle isole ecologiche, scambiate forse per cassonetti da strada.
Probabilmente le sanzioni amministrative elevate grazie alle fototrappole contribuiranno a far cambiare abitudini a più di uno.