Anche se di fatto le isole ecologiche a Priverno erano state "accantonate" con l'adozione del sistema di raccolta rifiuti porta a porta che ne ha superato il motivo di utilizzo, le vicende giudiziarie legate al loro mancato impiego sono rimaste in piedi. Non era mancato nemmeno chi aveva evidenziato possibili responsabilità di chi aveva dato il via libera alle installazioni. Responsabilità che per la Corte dei Conti evidentemente non esistono. La Procura Regionale della Corte dei Conti ha infatti archiviato il procedimento aperto nei confronti di alcuni tecnici e amministratori della Giunta Macci in merito alla questione delle isole ecologiche. La vicenda era iniziata nel 2011 a seguito di un esposto del consigliere di minoranza Federico D'Arcangeli inviato alla Procura della Repubblica di Latina che aveva già archiviato e demandato tutto alla Procura Regionale della Corte dei Conti. Corte dei Conti spesso invocata e chiamata all'azione anche dagli oppositori politici di Macci, in campagna elettorale e fuori. Lo scorso mese di settembre, proprio l'ex sindaco Umberto Macci e gli assessori dell'esecutivo che avallò la scelta, ovvero Fabio Martellucci, Camillo Libertini, Francesco Baglione e Bruno Silvagni, erano stati invitati a fornire delle deduzioni in merito insieme ad alcuni tecnici del Comune e una serie di ex dipendenti che avevano ricevuto lo stesso invito. Le spiegazioni richieste erano in merito a "doglianze" e presunte criticità addotte dai successivi amministratori per il mancato utilizzo delle isole dopo la loro realizzazione. Nello specifico la mancanza di manutenzione, una presunta pericolosità, la mancanza di impermeabilizzazione e un loro impatto visivo presumendo un danno di oltre tre milioni di euro. E le motivazioni prodotte hanno evidentemente convinto la Corte dei Conti dell'assenza di dolo tanto che la stessa Procura ha archiviato la posizione di tutti i soggetti coinvolti con sentenza dello scorso 7 febbraio. La motivazione: «non sono emersi elementi idonei a comprovare la sussistenza di irregolarità amministrative o condotte antidoverose».