Formalmente la stagione turistica per San Felice Circeo è già entrata nel vivo. Da ieri, infatti, è tornata la tassa di soggiorno da riscuotere da B&B, case vacanza e alberghi. Un'imposta che nel 2019, grazie a controlli e sanzioni per le irregolarità, ha portato incassi pari a 64.209 euro. Una cifra di gran lunga superiore alle previsioni.

Maggior gettito nel 2020
L'anno in corso, in teoria, dovrebbe portare degli incassi maggiori rispetto al 2019. Si spera ovviamente che i timori legati alla diffusione del Coronavirus vengano superati e che la situazione torni alla normalità, perché altrimenti potrebbero esserci ricadute negative sul territorio soprattutto per quanto concerne il turismo internazionale. Considerato il trend dello scorso anno, comunque, la tassa di soggiorno dovrebbe portare più soldi nelle casse comunali. Il motivo è semplice: la sua applicazione è partita da marzo, mentre lo scorso anno, essendo stata appena introdotta, è slittato tutto a giugno.

Importi, controlli e multe
L'imposta applicata alle strutture varia ovviamente in base alle tipologie. Si parte da un euro a persona per pernottamento e si arriva fino a due euro. Sono previste delle esenzioni per determinate categorie (come nella tabella in alto a destra). Grazie a quest'imposta, si diceva, il Comune di San Felice Circeo nel 2019 ha registrato più incassi rispetto a quanto ipotizzato e inserito nel bilancio di previsione: 64.209 euro a fronte dei 50.000 inizialmente pronosticati. Un certo peso lo hanno avuto anche le sanzioni scattate a seguito dei controlli svolti a tappeto incrociando anche i dati contenuti nei maggiori portali di prenotazione online dei soggiorni. Diverse le anomalie che sono state così scoperte e quindi "multate". Più di qualcuno, infine, ha pagato in ritardo quanto dovuto.

Soldi per investimenti
I fondi incassati grazie alla tassa di soggiorno hanno una destinazione vincolata per legge. Servono a promuovere il turismo e iniziative analoghe, anche di natura culturale. A San Felice Circeo, ad esempio, parte dei fondi nei mesi scorsi sono stati impegnati per pagare delle particolari analisi da svolgere sui coproliti rinvenuti all'interno di Grotta Guattari per far luce sulle abitudini alimentari delle iene e di conseguenza, forse, anche sul famoso cranio di uomo di Neanderthal scoperto all'interno dell'antro.