I primi a crederci davvero sono stati certi turisti slow che hanno iniziato tre o quattro anni fa a percorrere il basolato millenario della via Appia, attraversando nelle giornate d'autunno i luoghi meravigliosi che si snodano da Roma a Brindisi con sontuose tappe in provincia di Latina. Il loro stupore trascritto in decine di blog, articoli e trasmissioni radiofoniche, alla fine è diventato, poche ore fa, un progetto attuabile e finanziato dal Mibact. Il nome riprende l'identità più vera di quel tracciato, «Regina viarum», raccontato da Goethe e così ricca di testimonianze, reperti, storie, leggende e realtà, paesi arroccati, mare e montagna, chiese, piccoli borghi da essere il più grande museo a cielo aperto che si conosca. Il progetto che ha preso ufficialmente il via mercoledì prevede la «Valorizzazione e messa a sistema del cammino lungo l'antico tracciato romano» e diventa anche il «primo cammino laico al mondo».

Un'operazione da 20 milioni di euro complessivi, coinvolgerà tre grandi gruppi di progettisti e durerà 210 giorni, al termine dei quali si presenteranno i quattro lotti di lavori per altrettante regioni coinvolte: Lazio, Campania, Basilicata, Puglia. Sono state già individuate le 29 tappe del cammino, con gradi di difficoltà diversi: una è Itri dove si può camminare su quattro chilometri di basolato romano. Una prima ricognizione aerea ha già dato la panoramica delle principali criticità, sulle quali ora i progettisti andranno a lavorare, in quella che è ufficialmente la prima gara completamente informatizzata del Mibact. Infatti per alcuni chilometri la vecchia via Appia viene, di fatto, «calpestata» da nuove infrastrutture e dal traffico delle città che insistono sulla stessa area. Dei 20 milioni di euro, 9 milioni 150mila sono destinati ai lavori definiti «non invasivi» in loco, come la cartellonistica, l'installazione dei cippi miliari, le colonnine di inizio e fine tappa. La competenza è dei Comuni che potranno eventualmente delegarla alle Regioni. Dunque questo progetto poggia molto sulla promozione di un percorso già leggendario e conosciuto ed apprezzato ma che non ha ancora raggiunto il grande pubblico. La notizia dell'avvio dell'intercento sulla via Appia arriva nel momento più buio del turismo in provincia di Latina e forse anche questo è il segno che è possibile ripartire, da quel cammino secolare.