Un aiuto concreto alle famiglie maggiormente in difficoltà in questo periodo di crisi causato dal coronavirus è rappresentato dai buoni spesa che ogni Comune sta erogando per consentire a tutti di acquistare beni di prima necessità. In una manciata di giorni, a San Felice Circeo sono state presentate circa 250 domande. Ennesimo segno, se ancora ce ne fosse bisogno, delle conseguenze economiche causate dall'inevitabile "lockdown" imposto da circa un mese per arginare il diffondersi del virus.
Il Comune, con la liquidità messa a disposizione con gli ultimi provvedimenti del Governo, ha previsto dei buoni dal valore variabile: 100 euro per una persona; 200 euro per due persone; 250 euro per tre persone; 300 euro per quattro persone; 350 euro per cinque persone. Si darà priorità a coloro che non sono già assegnatari di sostegno pubblico. L'elevato numero di domande presentate in questi giorni dimostra quindi che a San Felice ci sono parecchie persone e famiglie in difficoltà. Ma c'è anche da fare i conti con un altro dato. Già, perché diverse istanze – circa il dieci per cento – sono improcedibili e non solo perché ci sono dei duplicati. È stato possibile appurarlo attraverso i controlli incrociati che sono stati fatti utilizzando i database comunali. In qualche caso, infatti, le domande sono state presentate da più componenti dello stesso nucleo familiare; in altri, invece, le istanze sono di persone non residenti. È bene precisare, per quest'ultima situazione, che potrebbe trattarsi di soggetti che sono direttamente rimasti a San Felice da quando sono stati vietati gli spostamenti, ma dovrebbero fare domanda al proprio Comune di residenza, come si apprende dagli uffici dell'ente, per il sussidio.