Era il 1944 e le strade di Nettuno erano popolate solo da mezzi militari e soldati. Nel Santuario di Nostra Signora delle Grazie non c'era più nulla, perché saggiamente i Padri Passionisti avevano portato via da qualche mese sia la statua della Madonna che il corpo di Santa Maria Goretti, mettendoli al sicuro alla Scala Santa di Roma. E quell'anno, a maggio, non si tenne la festa patronale che da quasi 500 anni è una tradizione in città.

E il 2 maggio 2020, purtroppo, si tornerà con la mente ai tristi anni della guerra: le strade saranno deserte (o quasi), in giro ci saranno le forze dell'ordine al lavoro per far rispettare le direttive anti-Covid19 e la Sacra Immagine di Nostra Signora delle Grazie non attraverserà le strade di Nettuno trasportata a spalla dagli "incollatori" della Confraternita a Lei dedicata.

È ufficiale, infatti, l'impossibilità di poter organizzare la festa patronale, quella che a Nettuno viene chiamata amorevolmente la "Festa di Maggio": il primo sabato del prossimo mese, infatti, si sarebbe tenuta la solenne processione d'andata verso la Collegiata di San Giovanni, preceduta dai canonici tre giorni di triduo al Santuario; poi, per otto giorni, la Sacra Immagine sarebbe rimasta nel Borgo per essere portata trionfalmente al Santuario domenica 10 maggio.

Purtroppo, però, al netto della presunta fine di alcune misure restrittive il prossimo 3 maggio, è molto difficile che processioni, Sante Messe e altre iniziative anche di carattere civile - oltre che religioso - possano essere autorizzate in breve tempo: la distanza sociale, infatti, dovrà essere rispettata e la "Festa di Maggio", che attrae in strada e nelle Chiese decine di migliaia di persone, non potrebbe garantirla.

Resta, chiaramente, l'amarezza per una situazione quasi mai vissuta, ma c'è anche la speranza: organizzare l'evento nei prossimi mesi, quando tutto sarà risolto. Ai Nettunesi, per questo, non resta che pregare.