La sanificazione degli ambienti di lavoro sarà uno dei capisaldi della Fase 2. Una delle regole imprescindibili che dovranno essere rispettate nelle fabbriche, nei negozi, nei supermercati, negli uffici. Insomma, in ogni luogo in cui è prevista la presenza di pubblico. Varrà anche all'aperto dal momento che la sanificazione sarà obbligatoria, ad esempio, anche per gli stabilimenti balneari.

Un onere necessario per chi fa impresa e per i datori di lavoro, che però ha uno sgravio previsto da uno dei recenti decreti emanati dal Governo Conte. Il Cura Italia infatti sancisce un credito d'imposta per le spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro nella misura del 50% della spesa di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro sostenute e documentate fino ad un massimo di 20.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo massimo di 50 milioni di euro per l'anno 2020. Lo scopo è di incentivare la sanificazione degli ambienti di lavoro, quale misura di contenimento del contagio del virus Covid-19. Sono ricomprese dai decreti del Governo anche le spese per l'acquisto di dispositivi di protezione individuale dei lavoratori e quelle per l'acquisto di altri dispositivi di sicurezza dei lavoratori. Nello specifico, fra i dispositivi di protezione individuale rientrano i seguenti: mascherine chirurgiche, mascherine Ffp2 e Ffp3, guanti visiere di protezione e occhiali protettivi tute di protezione e calzari, mentre, fra gli altri dispositivi di sicurezza atti a proteggere i lavoratori dall'esposizione accidentale ad agenti biologici o a garantire la distanza di sicurezza interpersonale rientrano i seguenti: barriere protettive pannelli protettivi detergenti mani.

L'Anip, l'associazione delle imprese per la pulizia di Confindustria, attraverso il presidente Lorenzo Mattioli, dice: «La sanificazione è la ripartenza dell'Italia. Non solo perché è un'azione fondamentale per la difesa della salute pubblica, ma soprattutto perché è il presupposto stesso della ripresa della nostra economia e della nostra vita più in generale». Mattioli subito aggiunge: «E' necessario un controllo puntuale e capillare del rispetto di queste regole».