La "fase 2" non inizierà prima del 4 maggio. E solo in quella data sarà garantito un inizio dell'allentamento delle misure. Il Governo italiano marcia ancora col freno a mano tirato, puntando alla prudenza massima. In pratica resta valido il concetto per cui se R:0 non sarà raggiunto (ossia contagio pari a 0) la riapertura non arriverà.

Ma la ripresa sarà a scaglioni e dunque il 4 maggio solo qualcosa sarà permesso. Ad esempio potrebbero essere incrementate le autorizzazioni a muoversi ma per gli under 18 e gli over 65 sarà con molta probabilità mantenuta ancora la quarantena. Una decisione univoca dovrebbe arrivare (si spera) nelle prossime ore, anche per iniziare a programmare la riapertura con l'osservanza delle prescrizioni che saranno previste. L'impressione è che al Governo al momento regnino incertezza e confusione, alimentate anche dai comitati e dai commissari ed esperti nominati in queste settimane. Tanti galli a cantare e non si fa mai giorno, come dice un vecchio adagio popolare. Nessuno, però, sembra mostrare fretta.
E nemmeno i numeri tremendi dell'economia scuotono il Governo. Solo nelle ultime ore Confidustria ha segnalato le difficoltà di numerosi comparti produttivi, mentre dalle richieste di cassa integrazione arrivate alle varie regioni si evince come oltre il 50% delle aziende italiane del settore privato sia in difficoltà dal punto di vista lavorativo e occupazionale. Ma per il Governo la linea è tracciata: prima la salute, poi il resto.

Il premier Giuseppe Conte lo ha detto in un'intervista a Il Giornale: «Stiamo lavorando su alcune proposte di allentamento delle misure, in modo da poter convivere con il virus nei prossimi mesi in condizioni di massima sicurezza, tenendo sotto controllo la curva epidemiologica e le condizioni di stress del sistema sanitario e ospedaliero locale. Presto daremo indicazioni certe ai cittadini».

I numeri del contagio 

Di poco, ma scendono ancora i nuovi casi, 3.047, contro 3.491 di sabato con un trend di crescita che scende sotto il 2%, attestandosi all'1,7%, valore più basso dall'inizio dell'epidemia. Calano anche i decessi, ieri sono stati 443, ossia 49 in meno di sabato, per un totale di 23.660 vittime da inizio epidemia. Restano stabili i ricoveri nei reparti Covid ordinari, ma scendono ancora quelli in terapia intensiva, dove si liberano altre 98 postazioni. Sempre tanti i guariti, 2.128 in un solo giorno, mentre i positivi in quarantena domiciliare superano oramai il tetto degli 80.000. Scesi da 60 a 50.000 il numero di tamponi effettuati.
A trainare verso il basso in numeri dell'epidemia questa volta è l'osservata speciale Lombardia, dove si contano 855 nuovi casi, contro i 1.246 di sabato.