La spesa finisce sempre. Difficilmente restano delle scorte. Ogni giorno di distribuzione, il mercoledì e il sabato, le cassette e i pacchi si svuotano. Frutta, verdura, pasta, pane, cibo in scatola. Quando si può, il fresco. Sempre il bisogno è maggiore dell'offerta.
A poco più di un mese dall'inizio dell'emergenza coronavirus e dell'avvio del "lockdown" che ha determinato la chiusura, tuttora in corso, di moltissime attività produttive, commerciali e professionali, siamo tornati a parlare con la Caritas. Un osservatorio privilegiato, garantito da chi ogni giorno è in campo per aiutare gli altri insieme a una grande rete di solidarietà attivata con la "Spesa sospesa", ormai raccolta in ben 16 supermercati della città. Il cibo lasciato nei carrelli della solidarietà dai clienti, arriva con cadenza regolare per la consegna alle famiglie che ne hanno bisogno. Le richieste di aiuto, invece, quelle aumentano. Ed è proprio quel tessuto produttivo che si è fermato con il "lockdown", quello che sarebbe partito proprio in questi giorni per affrontare la stagione estiva, che è in affanno.

«Sono moltissime le famiglie che per la prima volta stanno ricorrendo all'aiuto della Caritas», ci dice Isabella Dandini, coordinatrice dei volontari, che ieri, nonostante fosse domenica, era davanti al computer a organizzare la prossima distribuzione. «Solo sabato abbiamo dato la spesa a 73 famiglie, una media di 220 persone circa». Di base il ritiro avviene, per ogni richiedente, ogni 15 giorni. E il lavoro da fare è, soprattutto, quello di evitare sovrapposizioni o doppie richieste, di modo che si possa aiutare tutti ora che le richieste sono tante. «Sono in difficoltà i piccoli imprenditori, i gestori di attività ora sospese, tutto il settore che in questo periodo stava per partire con il turismo e la bella stagione, e che invece è fermo. Qualcuno ha remore a farsi avanti, per pudore e vergogna, ma io voglio dire a tutti: siamo sulla stessa barca. Non è una scelta trovarsi in una situazione di difficoltà. Ripartiremo. La distribuzione può anche avvenire in orari diversi da quelli del mercoledì e del sabato. Basta chiamare il numero del centro d'ascolto, 324/5554000, e in qualche modo ci organizziamo».

Parole importanti per chi non cede all'orgoglio. Sul fronte degli aiuti, l'appello alla città che può, è quello di non fermarsi. «In questi giorni è stato necessario ricorrere ai soldi delle donazioni, di solito riservati ad altri tipi di aiuti, per integrare la spesa, che non sarebbe bastata per tutti. Chi può doni, non fermatevi. L'importante non è la quantità ma avere il pensiero anche di un piccolo aiuto. Chi non vuole farlo attraverso noi, si guardi intorno, ha sicuramente un vicino che ha bisogno e che non è ancora uscito fuori». La distribuzione avviene in sicurezza. Distanze rispettate e dispositivi indossati. Sabato le forze dell'ordine hanno fatto un controllo di routine. Tutto regolare. E prima di andare via hanno detto: «Fateci sapere di cosa avete bisogno. Noi siamo qui».