Chi potrà riaprire? Si potrà andare al mare? Saranno consentiti gli spostamenti extra regionali? Ci si potrà recare liberamente nelle seconde case? Ci saranno restrizioni o accessi scaglionati alle spiagge, nei parchi, nei bar e nei ristoranti?

Sono domande che, in queste ore, semplici cittadini e operatori del settore terziario del "lunghissimo" litorale compreso tra Torvajanica e Nettuno si stanno ponendo in questi giorni di restrizioni dovute all'emergenza Coronavirus.

In particolare, soprattutto da parte degli imprenditori del settore turistico (albergatori, titolari di concessioni demaniali, ristoratori e gestori dei bar in primis), si cerca di capire come possa essere affrontata la stagione balneare 2020.

Inutile negare, infatti, che lo scorso anno, soprattutto ad Anzio - località che, numeri alla mano, risulta quella maggiormente scelta dai turisti di tutta Italia sul litorale romano -, la stagione era già partita: c'erano decine di ombrelloni in spiaggia, ristoranti stracolmi nei weekend e già qualche iniziativa dedicata al loisir promossa dalle amministrazioni comunali.

Oggi, invece, tutto è diverso: solo da qualche giorno gli operatori balneari sono tornati al lavoro (ancora pochi, in realtà) per sanificare ed effettuare la manutenzione dei lidi, mentre baristi e ristoratori sono ancora chiusi. Le strutture ricettive, seppure formalmente autorizzare a restare aperte, non hanno prenotazioni e sono quasi tutte desolatamente vuote o chiuse.

La sensazione, al momento, è che l'estate 2020 possa comunque essere vissuta, seppure con restrizioni e in tono molto, molto minore rispetto al passato: il nodo che preoccupa maggiormente continua a essere quello del distanziamento sociale, specialmente per quanto riguarda il rispetto delle distanze sulle spiagge, ma anche nei ristoranti e nei bar.

Gli incassi, probabilmente, saranno di gran lunga minori rispetto al passato, ma a quanto sembra inizia a profilarsi già una tipologia di clientela che popolerà il settore turistico: cittadini residenti, abitanti di città e paesi limitrofi dove non c'è il mare, persone provenienti da altre località del Lazio e, soprattutto, i romani.

Già, quei romani "respinti" in occasione delle festività pasquali potrebbero rappresentare, tra qualche settimana, la vera fonte di ricchezza per Torvajanica, Marina di Ardea, Anzio e Nettuno. Non resta che aspettare.