Con una cerimonia breve ma carica di significato la città di Aprilia ha celebrato la sua doppia festa: quella per la liberazione dal nazifascismo e l'anniversario della fondazione della città. La delegazione istituzionale, composta dal sindaco Terra, il comandante della polizia locale Massimo Giannantonio e un rappresentante delle associazioni d'arma si è ritrovata davanti al monumento ai caduti di piazza della Repubblica. Gli agenti della polizia locale hanno deposto una corona di fiori, successivamente il parroco della chiesa di San Michele Don Franco Marando ha recitato una preghiera e il trombettiere della banda musicale la Pontina-Città di Aprilia, Luca Corvitto, ha intonato il silenzio. 

Inoltre il sindaco Terra ha voluto inviare una lettera ai cittadini per celebrare il 25 aprile.  "Non avrei mai immaginato, non solo durante il mio mandato, ma nell'arco di tutta la mia vita, di dover celebrare un 25 aprile come quello che vivremo quest'anno. Di solito, in questa giornata in cui Aprilia festeggia la liberazione dal nazifascismo e al tempo stesso l'anniversario della sua fondazione, ci ritroviamo in sala consiliare - afferma Terra  - per la consueta manifestazione pubblica, prevista per questa occasione. Quest'anno, ad eccezione di una ristretta cerimonia presso il Monumento ai Caduti, non è previsto nessun appuntamento pubblico. Né sarà possibile per gli apriliani trascorrere questa giornata di festa in compagnia dei propri cari e dei propri amici, come dovrebbe prevedere un data di così grande importanza per la Città e per il Paese.È anche per questo che ho pensato di raggiungervi attraverso una breve lettera. Io credo che momenti straordinari come quello che stiamo vivendo chiedano a tutti noi, giorno dopo giorno, di ripercorrere la nostra storia comune e i valori che ci uniscono. Se c'è una cosa che questa tremenda epidemia ci sta insegnando è proprio l'importanza dei beni comuni: la sanità pubblica e gratuita per tutti, che per troppi anni è stata interessata da tagli e guidata da logiche esclusivamente economiche; la scuola e la sua funzione insostituibile di costruzione del futuro ma anche di catalizzatore dei vincoli nazionali; il coordinamento efficace tra Stato ed Enti locali, messo continuamente sotto pressione anche nelle ultime settimane e che richiederà probabilmente una revisione, un "tagliando", quando questa fase di emergenza sarà terminata; l'Unione Europea, come vocazione naturale per un continente non più centrale nello scacchiere internazionale e per Paesi che da soli non avrebbero neanche le disponibilità economiche minime per ripartire".