Le restrizioni anti contagio hanno permesso alla natura di riprendere i propri spazi e la riapertura dei parchi è stata l'occasione, per i tanti che non vedevano l'ora di fare una passeggiata oppure una corsetta, per godere del verde incontaminato assicurato dalla scarsa lungimiranza dell'amministrazione comunale.

Il bando che doveva rivoluzionare la cura e la gestione degli spazi verdi, infatti, non è ancora stato aggiudicato e buona parte di aiuole e giardini, ovvero quelli per i quali non è prevista la manutenzione da parte dei giardinieri comunali, l'erba non è stata tagliata. Da un lato poteva anche essere considerato un risparmio, visto che i parchi erano rimasti chiusi, ma non si è trattata di una scelta, quanto piuttosto di un ritardo nell'assegnazione del servizio alle imprese coinvolte nella gestione dei sei lotti, tante le zone in cui è stato diviso il territorio comunale.

Il caso più emblematico riguarda il parco Falcone e Borsellino, nel cuore della città, dove i giardinieri erano entrati solo a ridosso della Festa della Liberazione, per tagliare l'erba giusto a ridosso della parte centrale dei giardinetti, così da fornire l'illusione di un parco curato agli obiettivi degli smartphone che riprendevano il Sindaco per la diretta sui social network. Tutt'intorno l'erba era alta, anche più della recinzione. Ipocrisia allo stato puro.