Antonio di mestiere fa il macellaio in aree pubbliche. Ha, insomma, un banco ambulante, con cui fa i mercati in diversi paesi della provincia, e poi lavora al mercato coperto di Fondi. Dal 15 marzo la sua attività a partita Iva è ferma. Chiusa per l'emergenza insieme ai mercati. E anche se sabato, a Fondi, si riparte, il reddito in questi 60 giorni si è eroso e non poco. Antonio Di Mugno ha 41 anni, una moglie e un figlio e per ammortizzare ha pensato così, di chiedere il Bonus Inps da 600 euro che lo Stato ha messo a disposizione degli autonomi. Senza lamentarsi, solo per tenere duro. Ma ieri è arrivata la doccia fredda.

Aperto il cassetto fiscale, la sua domanda risultava stata respinta. Così recitava la frasetta in burocratese dell'Inps: «Lei risulta titolare di pensione diretta/ape sociale/assegno ordinario di invalidità». Antonio per l'Inps non ha diritto al bonus perché percepisce una pensione. Ed è vero. Si tratta per la precisione di una pensione contributiva di circa 220 euro, e richiesta per affrontare la sua malattia. Antonio, infatti, ha la Sla, la sclerosi laterale amiotrofica, che lo costringe su una sedia a rotelle e a fare diverse spese per i farmaci. «Quando ho letto la risposta sinceramente sono rimasto amareggiato» raccconta.