Aiutare gli altri per loro può sembrare una propensione naturale, visto che hanno deciso di chiamare la pizzeria Cuore D'Oro, ma l'iniziativa di Roberto e Bianka non è poi così scontata: rinunciando a una parte dell'incasso, hanno deciso di dare la possibilità ai clienti di lasciare una "pizza sospesa" pagando una margherita per chi non può permetterselo. Un grande gesto di solidarietà, quello nato grazie alla collaborazione con l'associazione di volontariato e di protezione civile "Istituto per la Famiglia 46", che sta già riscuotendo un buon successo visto che in pochi giorni sono state offerte ai bisognosi oltre 40 pizze.

Il ritorno alla normalità si sta confermando un processo lento e faticoso, soprattutto per le attività reduci da un lungo periodo di stop. Eppure in molti, tra gli imprenditori e i commercianti, non hanno fatto mancare il loro sostegno per aiutare chi sta peggio, le troppe famiglie che vivono in condizioni economiche e sociali estreme. Proprio come stanno facendo i gestori della pizzeria aperta da pochi mesi in via Terzariol, una traversa di via Isonzo.
La formula è piuttosto semplice e, soprattutto, rispettosa della dignità delle persone che beneficeranno della "pizza sospesa". Per avvisare i clienti è stata affissa una locandina accanto alla porta d'ingresso della pizzeria, modificata con una simpatica tabella dotata di vetro di sicurezza e fessura per la consegna della pizza ai clienti. L'iniziativa consente di lasciare una pizza margherita pagata al costo di 4 euro anziché 4,5 e i gestori, nel rispetto della legge, battono lo scontrino mettendo da parte un buono. Le pizze vengono realizzate con impasto a lunga lievitazione e cotte nel forno a legna.

Tutti gli omaggi raccolti vengono poi consegnati all'associazione "Istituto per la Famiglia 46" che li distribuisce tra le famiglie bisognose secondo le necessità. I volontari presieduti da Claudio Zappalà, infatti, in collaborazione anche con il Comune di Latina, sono al lavoro dall'inizio dell'emergenza per raccogliere beni di prima necessità, soprattutto frutta e verdura, assicurando un sostentamento per le tante famiglie che, a causa delle restrizioni anti contagio, non possono permettersi un pasto.
Grazie all'amicizia di Roberto e Bianka con una volontaria dell'associazione di protezione civile, è nata l'idea della pizza sospesa che aiuterà a rendere felici quelle famiglie che una pizza, per ora, possono solo sognarla.